25 Aprile, il “caso Maclodio” arriva al presidente Mattarella

Lettera del consigliere di minoranza Luca Crotti al presidente della Repubblica contro la decisione del sindaco Zanetti di non celebrare la festa della Liberazione.

Maclodio. Come era prevedibile, si è sollevata una ridda di polemiche sul “caso Maclodio”, il paese bresciano in cui il sindaco Simone Zanetti (Fratelli d’Italia) ha deciso di non celebrare ufficialmente  il 25 Aprile come festa della Liberazione. Si festeggerà due giorni dopo in omaggio ai “caduti di guerra”, quindi anche i fascisti.
Erano anni che la manifestazione, istituita la prima volta nel 1946 su volontà del Governo guidato da Alcide De Gasperi “a celebrazione della totale liberazione del territorio italiano”, non veniva festeggiata nel paese della celebre battaglia che determinò la vittoria decisiva della lega anti-viscontea.
Quest’anno tra le fila del Consiglio comunale siedono i consiglieri di minoranza Luca Crotti, Barbara Lorenzi e l’ex sindaco Marcello Orizio, che hanno fortemente criticato la decisione del primo cittadino.
Crotti ha chiesto di poter intervenire durante le celebrazioni istituzionali l’80esimo anniversario della Liberazione, ma la richiesta è stata cassata: è stato deciso che il sindaco sarà l’unico a poter parlare.

Simone Zanetti Maclodio

Sulla vicenda si sono sollevate diverse posizioni, tra cui quella dell’ex sindaco di Brescia e vicepresidente del Consiglio regionale lombardo Emilio Del Bono (Pd), il quale ha fortemente stigmatizzato la scelta del primo cittadino: «la festa del 25 Aprile è stata deliberata per celebrare la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca e dai suoi alleati interni, ovvero i soldati della Repubblica Sociale Italiana guidata da Benito Mussolini. La festa ha poi trovato definitiva collocazione nelle Feste nazionali con una legge del 1949, la numero 124».
Si tratta, come ha sottolineato Del Bono, di una festa nazionale, in occasione della quale i datori di lavoro pubblici e privati “sono tenuti a corrispondere ai lavoratori (…) la normale retribuzione globale di fatto giornaliera compreso ogni elemento accessorio”». «I cittadini il 25 aprile festeggiano come un giorno festivo, per volontà del Parlamento»..
Quindi la stoccata al sindaco Zanetti: «Chi ha giurato fedeltà alla Repubblica italiana non può decidere quello che gli pare. Ed in ogni caso non può farlo con le funzioni e il ruolo di chi ha diritto ad indossare la fascia tricolore che porta l’effige della Repubblica italiana».

Intanto, da Maclodio, il consigliere comunale di minoranza (capogruppo della lista civica «Maclodio in Movimento»), l’avvocato Luca Crotti, ha inviato una lettera al presidente Sergio Mattarella, in cui evidenzia la scelta del sindaco Zanetti di non celebrare il 25 aprile da sei anni a questa parte.
La data della manifestazione “alternativa” sarà comunque il 25 Aprile e non, come erroneamente riportato, per un refuso nella mail del sindaco, il 27 aprile. L’evento prevede un corteo dal municipio alla chiesa e poi al monumento dei caduti.
La banda suonerà l’Inno d’Italia e la Canzone del Piave, ma non “Bella Ciao”, la canzone simbolo dei partigiani. La stessa decisione è stata presa anche dall’amministrazione comunale di Ghedi, guidata dal primo cittadino Federico Casali.
Si dissociano dal compagno di partito sia Diego Zarneri, coordinatore provinciale, sia l’onorevole Carlo Maccari, coordinatore regionale di FdI: hanno annunciato che festeggeranno il 25 aprile come gesto per «riaffermare con forza il nostro rifiuto verso ogni regime totalitario e autoritario».

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