Desenzano, il nuovo ospedale? «Bocciato” (quasi) in toto»

Il Comitato "Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Montecroce"stigmatizza la posizione del Comune, definita «ambigua» e chiede alla Regione di rivedere lo studio di fattibilità.

Desenzano del Garda. «Il Consiglio Comunale aperto è stato un buon momento per poter esprimere le posizioni a riguardo
del futuro dell’ospedale Montecroce. La quasi totalità degli interventi ha bocciato un nuovo ospedale. Cittadini, associazioni e politica
sono stati chiari: chiedono a Regione Lombardia di rivedere lo studio di Fattibilità valutando in modo oggettivo e con studi appropriati le alternative di messa a norma e ammodernamento dell’ospedale Montecroce». Lo afferma, in una nota, il Comitato “Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Montecroce”, evidenziando la necessità di «una richiesta di integrazione al decreto nella parte mancante di progetto di ristrutturazione e messa a norma con le varie opzioni, suffragata da costi per permettere un’adeguata e consapevole scelta».

«Il sindaco Malinverno – continua il Comitato – ha pubblicamente affermato che non incontrerà mai il comitato perchè fautore di un esposto. Spiace che il sindaco prenda questa scusa visto che l’esposto non è una denuncia, ma solo la richiesta di esaminare gli atti del Decreto n. 639 (Studio di Fattibilità) per vedere se ci sono i termini di un danno erariale. Per dovere di cronaca facciamo presente che la richiesta di incontro con il Sindaco Malinverno è stata inoltrata il 3 novembre e l’esposto è stato annunciato il 28 novembre. Che avesse un presagio per il mancato incontro? E chissà se non ha mai risposto alle richieste inviate dal Comitato il 25 settembre sempre a causa di questo presagio».

Ospedale di Desenzano

«Peccato – rintuzza il Comitato – che alla fine del Consiglio Comunale il Sindaco abbia potuto dire ciò che ha voluto senza che nessuno potesse intervenire per dibattere alcune sue affermazioni alquanto bizzarre “Nella buca non c’è l’acqua” … dovremo dire ai geologi che hanno fatto la relazione di correggere le loro affermazioni visto che nello studio di fattibilità parlano di “compluvio” dove l’acqua si trova a soli 2 metri di profondità. Il Sindaco ha poi affermato pubblicamente che non prende in considerazione l’esoscheletro perché “a lui non piace la gabbia di metallo”. Forse il Sindaco non sa che l’utilizzo di tale strategia di intervento è ritornata di grande attualità, non solo perché è l’unica implementabile in maniera sicura senza interrompere l’utilizzo della costruzione, ma anche perché può essere efficacemente adottata, nei casi in cui si possa effettuare un ampliamento strutturale con addizione laterale di volumi, per il retrofit integrato (formale, energetico e funzionale) dell’intera costruzione. Se poi vogliamo approfondire la ricerca, si potrà verificare che esistono anche “esoscheletri intelligenti” che garantiscono sicurezza sismica, efficientamento energetico e riqualificazione architettonica in un’unica soluzione non invasiva.
«Il Sindaco – continua il Comitato – ha poi ribadito che dell’area scelta per la costruzione del nuovo ospedale non ne sapeva niente, eppure il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana  lo smentisce clamorasamente, laddove afefrma che “In un primo momento ci era stato detto che la zona individuata fosse adatta per il progetto. Successivamente, però, a seguito di condizionamenti, ha deciso di cambiare posizione”».

Per il Comitato che si batte contro la costruzione di un nuovo nosocomio, «appare chiara la posizione ambigua dell’amministrazione Comunale di Desenzano del Garda, viste le dichiarazioni di eminenti esponenti, fra i quali il Presidente di
Regione Lombardia, che confermano l’appoggio e il successivo cambio di marcia. Il comitato – conclude la nota – prende però atto con piacere che il consigliere Di Giorgio, rappresentante di Forza Italia, si sia dichiarato contrario all’area prescelta, ma abbia anche sottolineato che, sullo stesso piano, un’alternativa meritevole di approfondimento è la ristrutturazione e messa a norma dell’ospedale esistente».

 

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