Brescia, caso Imu: «Richieste Comune infondate, è battaglia legale»

Palazzo Loggia ha notificato al club di Massimo Cellino la richiesta di pagamento di 800mila euro di Tasi e Imu per il periodo dal 2019 al 2023.

Brescia. Dialogo “difficile” (se non impossibile) quello tra il Comune di Brescia ed il Brescia calcio. Il nodo del contendere sono gli arretrati di Tasi e Imu dello stadio Rigamonti, che ammontano a circa 800mila euro, per i quali il Comune è tornato a battere cassa.
Ma il club di Massimo Cellino, in una nota ufficiale, annuncia che «si rivolgerà ad ogni sede giurisdizionale compente» per dirimere la questione.

«La Società Brescia Calcio comunica che, nonostante un folto contraddittorio con il Comune di Brescia, in data odierna (giovedì 23 ottobre, ndr.) le sono stati notificati avvisi di accertamento per Tasi 2019 e per Imu (in questo caso con riferimento alle annualità dal  2019 al  2023) per un ammontare di 776.947 euro».
«Si tratta – continua la società di via Solferino – di richiesta del tutto infondata e comunque singolare perché, come già rappresentato al Comune nel corso del procedimento: non si comprende come mai una tale richiesta (che dovrebbe trovare fondamento in una disposizione che esiste fin dal 2011, cfr. art. 9, comma 1, del d.lgs. 23 del 2011) venga avanzata soltanto oggi nei confronti dell’attuale proprietà senza che mai, prima dell’acquisto del 2017 ad opera del Presidente Cellino (e cioè nel periodo 2011-2017), identica richiesta fosse mai stata formalizzata verso i precedenti proprietari» mentre «pacifica è la giurisprudenza tributaria circa la non debenza del tributo allorché si tratti di bene appartenente al patrimonio indisponibile del Comune e nessuno potrà dubitare che uno stadio sia un bene appartenente al patrimonio indisponibile dell’Amministrazione comunale (Tar Campania, Napoli, Sez. II, sentenza 14 settembre 2022, n. 5703)».

stadio Rigamonti Brescia

«La Società Brescia Calcio – conclude il comunicato del club biancoblù – è pertanto costretta a rivolgersi ad ogni sede giurisdizionale compente così come, suo malgrado, ha già dovuto fare allorché il Comune di Brescia ha preteso di addebitarle il costo dei servizi espletati dal personale della Polizia Locale durante le gare casalinghe nonostante che tali servizi fossero stati disposti dal Gruppo Operativo Sicurezza della Questura di Brescia ai sensi dell’art 37 DPR 782/85 e nonostante che questi fossero lì stati espressamente qualificati servizi di ordine pubblico».

 

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