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Tavolo sfratti, è polemica sull’aggiornamento della Prefettura

Dal 1 maggio sono state modificate le« modalità operative» sulla convocazione del tavolo di confronto che "esclude" alcuni comuni bresciani e limita gli interventi ad alcuni casi.

Brescia. E’ polemica a Brescia sulle nuove linee guida varate dalla Prefettura relativamente al “Tavolo sfratti”.
Di cosa si tratta? Dal 1 maggio sono state modificate le «modalità operative» sulla convocazione del tavolo di confronto istituito «per l’attuazione di iniziative di sostegno dei cittadini in difficoltà del pagamento del canone, con l’obiettivo di affrontare il problema della morosità incolpevole e degli sfratti». Cosa è cambiato? «Le procedure di sfratto relativamente ai quali potrà essere richiesta la convocazione del ‘Tavolino sfratti’ sono esclusivamente quelle relative agli immobili situati nei comuni di Brescia, Castelcovati, Chiari, Desenzano, Ghedi, Lonato, Manerbio, Montichiari, Palazzolo sull’Oglio, Pontoglio, Rezzato, Rovato», e solo per  «i casi di accertata morosità incolpevole, presenza di minori e/o effettive fragilità».

Una situazione che, sebbene non riguardi Brescia, dove il numero degli sfratti è progressivamente calato attestandosi a 67 in città e a 86 in provincia nei primi tre mesi del 2022 (in tutto sono stati 224 a Brescia e 416 in provincia), preoccupa invece per gli altri comuni che, come evidenzia Umberto Gobbi dell’Associazione “Diritti per tutti”, «è una scelta miope e iniqua», e che «sconfessa» il lavoro svolto congiuntamente con i prefetti, dal 2011 in poi. Analoga posizione quella espressa dal Collettivo Gardesano autonomo, che ha rimarcato come le maggiori criticità si siano riscontrate in diversi comuni ora “cancellati” dall’aggiornamento della Prefettura.
La richiesta è «che le nuove linee guida vengano ritirate e ridiscusse con tutte le parti in causa», chiedendo anche una risposta da parte del Comune di Brescia, all’Acb e alla Provincia di Brescia.

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