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Piano Colao, reazioni pro e contro delle associazioni bresciane

Pasini (Aib), Sivieri (Apindustria) e sindacati favorevoli. Più critici Agliardi, Massetti, le cooperative e Bertoli (Cgil).

(red.) “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022”. Così si chiama il piano (qui il testo con le schede) sviluppato dalla task force guidata dal manager bresciano Vittorio Colao e presentato l’altro giorno, lunedì 8 giugno, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un piano di rilancio, quindi, seguito al periodo drammatico della crisi – in questo momento soprattutto economica – connessa all’epidemia da Covid e che sarà affrontato agli Stati generali a Roma voluti dal premier con diverse parti coinvolte. Il piano, però, divide il mondo bresciano tra imprenditori, associazioni di categoria e sindacati tra chi si dice positivo e chi, invece, parla di un “libro dei sogni” difficile da realizzare considerato il contesto italiano spesso impantanato nella burocrazia.

Tra le reazioni bresciane più positive al piano e riportata dal Giornale di Brescia c’è quella del presidente dell’Associazione Industriale Bresciana Giuseppe Pasini. “Il piano è molto condivisibile, contiene tanti degli elementi che noi imprenditori da tempo indichiamo come fondamentali – dice il leader di Aib – dal taglio del cuneo fiscale alla digitalizzazione e le politiche ambientali. Si focalizza su azioni che vanno dal breve al lungo periodo, in grado di fornire l’idea di un Paese che può diventare più moderno, un’Italia più vicina ai modelli anglosassoni”. Reazione positiva anche da parte del presidente di Apindustria Douglas Sivieri che sottolinea come “il fatto che un piano esista è un dato positivo”.

D’accordo anche i sindacati, dalla Cgil alla Cisl e Uil che dicono come i “tanti concetti espressi nei sei punti ricalcano quanto rimarcato come priorità dalla nostra piattaforma e tra poco incontreremo il premier. Ma serve un patto sociale che coinvolga tutte le parti”. Altri, invece, sono più critici. A partire dal presidente dell’Associazione Artigiani di Brescia Bortolo Agliardi che parla di un “libro dei sogni”. “Il tessuto imprenditoriale italiano – dice il leader dell’associazione nelle parole riportate dal quotidiano bresciano – è composto per il 92% di micro, piccole e medie imprese ma è evidente che chi ha redatto il testo, e che purtroppo non è stato scelto direttamente da Colao, con questo mondo non ha molto a che fare”.

Critico anche il segretario della Cgil di Brescia Francesco Bertoli che è dubbioso sul modo in cui il Governo potrà trattare un documento del genere. Commenti contrastanti anche dalle realtà delle cooperative, oltre che dal presidente della Confartigianato di Brescia e Lombardia Eugenio Massetti che sottolinea come non sarebbe stato necessario mobilitare un’intera taskforce per “produrre idee che sono di buon senso”.

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