Collio, “sindaco alimenta fascisti”
Sabato 19 settembre alle 14,30 una manifestazione a favore dei diciannove migranti ospiti di San Colombano. Pd: "Avanti con micro accoglienza".
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(red.) C’è attesa, ma anche preoccupazione, per la manifestazione prevista sabato 19 settembre dalle 14,30 a San Colombano di Collio, nel bresciano, organizzata dal Coordinamento Antirazzista e Antifascista della Valtrompia. Al presidio ci saranno anche Rifondazione Comunista, Sel, Sinistra Anticapitalista, Magazzino 47, 28 Maggio e il Kollettivo Studenti in Lotta. Il presidio, secondo i curatori, vuole essere una forma di vicinanza ai diciannove migranti ospiti dell’hotel “Al Cacciatore”, ma anche una denuncia alle “forze xenofobe e razziste presenti sul territorio”. Un’iniziativa, quella di sabato, non ben accolta dalla titolare dell’albergo, Raffaella Cantoni, per la paura di altri scontri e polemiche. Tanto che aveva chiesto di rinviarla di qualche giorno e si era detta “stanca” delle continue proteste. L’attacco degli organizzatori è ben preciso e rivolto al sindaco Mirella Zanini e ad alcuni esponenti della giunta che, stando a quanto dice il coordinamento, avrebbero “alimentato la deriva antidemocratica, aprendo a fascisti e razzisti”.
Dalla manifestazione arriverà anche l’appello rivolto agli altri sindaci della provincia che non intendono accogliere i richiedenti asilo. Una situazione che, secondo i valtrumplini, rischia di portare quello che succede a Collio anche in altri paesi. Una critica è stata poi rivolta alla Cgil e all’Anpi provinciale che si sono smarcate dalla manifestazione. Dall’altra parte, dal punto di vista politico, il Partito Democratico bresciano ha scritto un documento che definisce come, secondo la loro posizione, si debba andare avanti sui progetti di micro accoglienza diffusa. Dalla sede del Pd sono arrivati messaggi positivi verso il prefetto Valerio Valenti e le parrocchie che si stanno candidando per ospitare nuovi migranti. Al contrario, criticano altri soggetti politici, a partire dalla Lega Nord di Matteo Salvini che “alimenta la paura”. Definiscono poi “grave e ridicola” la legge presente nella riforma del turismo e approvata dalla Regione Lombardia per non concedere aiuti agli hotel che si offrono di ospitare migranti.








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