Unioni civili, “petizione contro ddl”

Due uomini bresciani si sono sposati a fine giugno in Islanda. A Brescia, Gandolfini propone una raccolta firme nazionale contro la proposta di legge.

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Gay(red.) La sentenza della Corte Europea di Strasburgo che chiede all’Italia di approvare le unioni civili e matrimoni omosessuali ha echi anche a Brescia. Per esempio, come riportano le colonne di Bresciaoggi, Armando e Sandro, entrambi 50enni bresciani, dopo 28 anni insieme e 15 di convivenza si sono sposati il 25 giugno. Ma non in Italia, bensì a Reykjavik, in Islanda, dove sono consentiti e dove un amico li ha aiutati per l’organizzazione. Sono convolati a nozze in una chiesa protestante e si professano atei. Il loro vuole essere un messaggio alle istituzioni, tanto che Armando, come riporta il quotidiano, impiegato comunale, ha invitato al matrimonio anche il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, la vicesindaco Laura Castelletti e alcuni consiglieri e assessori.
La Castelletti ha organizzato una festa con i colleghi e alcuni sono andati alle nozze. La coppia dice di aver ricevuto numerosi messaggi dal web di persone che condividono il loro gesto e alcuni li considerano un esempio. Si definiscono “migranti dei diritti” perché hanno dovuto affrontare un viaggio e uscire dall’Italia per realizzare il loro sogno. In un Paese dove la mentalità è diversa e più vicina rispetto all’Italia. Quando sono rientrati a Brescia hanno chiesto che venga riconosciuto il legame. Dall’altra parte, invece, il bresciano Massimo Gandolfini, medico in Poliambulanza e presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli”, ha avviato una petizione contro le unioni civili. Aveva organizzato la manifestazione nazionale di Roma per difendere la famiglia tradizionale e con la raccolta firme vuole bloccare il disegno di legge Cirinnà che prevede la possibilità di sposarsi civilmente tra etero e omosessuali.
“Mercoledì 29 luglio, con un gazebo davanti al Senato, cominceremo a raccogliere le firme per una grande petizione nazionale. Se la proposta di legge sarà approvata entro l’anno senza modifiche – si legge in una nota – i bambini vedranno sacrificato il loro diritto a nascere e a vivere con la loro mamma e il loro papà per favorire invece il capriccio delle coppie gay che potranno acquistare i figli sul mercato degli uteri in affitto. Anziché stare con la gente e arginare la colonizzazione ideologica, il ministro Boschi preferisce dare ascolto alle burocrazie europee che vogliono aprire le porte del nostro Paese a ideologie antiumane”.

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