Legambiente, dubbi sulla Variante al Pgt

Secondo l'associazione la partecipazione pubblica al documento è ferma da maggio. E intanto Del Bono porta avanti i progetti approvati da Paroli.

(s.s.) La giunta Del Bono predica bene e razzola male? È il dubbio che si affaccia alla mente del direttivo Legambiente Brescia alla luce di alcune “incongruenze” relative alla Variante al Programma di governo del territorio (Pgt) o meglio alla gestione di quanto lasciato in eredità dalla giunta Paroli.
Nella stessa data di presentazione del Documento Programmatico della seconda revisione del Pgt (febbraio 2014), è stata anche determinata con una delibera di giunta la programmazione triennale 2014-2016 di cinque aree di trasformazione, la maggior parte ora ad uso agricolo, per la realizzazione di superficie residenziale per 43.502 mq e commerciale per 15.293. La zona principalmente interessata è quella a sud del Villaggio Sereno. Nella pratica, mentre si aprono i lavori per una variante “a minor consumo possibile di suolo”, dato che il fabbisogno abitativo della città è già ampiamente soddisfatto dalle costruzioni esistenti, dall’altra si avvia un procedimento già presente nel Pgt che prevede nuove e consistenti costruzioni.
“Si tratta quantomeno di una grossa incongruenza su cui vogliamo vederci chiaro” commenta Alberto Platto di Legambiente. “Questo progetto a sud del Villaggio Sereno, che oltretutto interessa una zona contaminata da Pcb ora ad uso agricolo, è incompatibile con i principi sui quali è nata la Variante. Ci sono forti contraddizioni” rileva anche l’architetto Valerio Vitali.
Per questo motivo il direttivo dell’associazione ambientalista incontrerà in settimana l’assessore all’Urbanistica Michela Tiboni alla quale verrà chiesto conto anche dello stop ai lavori di partecipazione della Variante. “A maggio abbiamo avuto tre incontri pubblici all’Urban Centre, poi più nulla proprio ora che si sta entrando nel merito delle scelte sulla Variante. All’assessore chiederemo più dettagli su come stanno andando le cose e di tornare a confrontarsi pubblicamente sulle decisioni che l’amministrazione sta prendendo” ribadisce il presidente del circolo Carmine Trecroci. In base a ciò che l’assessore risponderà, o potrà garantire, l’associazione valuterà se portare avanti o meno il ricorso contro il Pgt che in questo momento è sospeso al Tar di Brescia.
“A breve saremo chiamati dal tribunale a decidere se portare avanti o meno quell’istanza che avevamo sospeso nella scorsa primavera per dar fiducia alla nuova amministrazione – spiega Isaac Scaramella del direttivo Legambiente -. Siamo consapevoli che il nostro ricorso potrebbe portare all’annullamento del Pgt vigente, ma per cancellarlo vogliamo assicurazione che ci si potrà sedere al tavolo delle trattative con i costruttori e con gli imprenditori che invece ora stanno utilizzando altri canali per dialogare con la Loggia”.

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