«Elezione nuova provincia? Scandalosa»

Il Movimento 5 stelle ripudia le elezioni, «sistema anticostituzionale, che si beffa della democrazia e dei cittadini».

(red.) Il 12 ottobre sarà eletto il nuovo consiglio provinciale di Brescia. Per la prima volta, in attuazione della Legge Delrio, un organo rappresentativo facente parte dell’ordinamento costituzionale della Repubblica, non sarà eletto a suffragio universale e diretto, ma soltanto da membri dei consigli comunali.
Il MoVimento 5 Stelle dei comuni della Provincia di Brescia «ripudia senza alcun ripensamento questo sistema anticostituzionale e scandaloso, che si fa beffa delle fondamenta della nostra democrazia nonché dei cittadini».
«Le Province- scrivono i grillini-sono un’istituzione obsoleta e superabile, che il MoVimento 5 Stelle, raccogliendo le istanze dei cittadini, ha chiesto di abolire con una proposta di legge Costituzionale depositata alla Camera dei Deputati (http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0006760.pdf)».
«Anziché agire in questo senso- continuano i pentastellati- i partiti hanno mantenuto questi organi, addirittura con un possibile ampliamento dei loro compiti secondo quanto previsto dalla legge. Legge che è stata venduta alla stampa con una menzogna,come trionfale “abolizione delle Province”».
«Per coerenza, i consiglieri comunali M5S rifiutano di prendere parte all’elezione così come rifiutano la possibilità di essere eletti in queste istituzioni antidemocratiche e inutili in quanto non ci riconosciamo in queste imposizioni anticostituzionali, contrarie al principio del suffragio universale e della rappresentanza politica, imposte con prepotenza da un Governo e da una maggioranza parlamentare illegittimi, che oggi si spaccano discutendo della spartizione delle poltrone provinciali».
Il Moviemnto 5 stelle esorta poi « vivamente tutti i consiglieri comunali della provincia a intraprendere questa strada, affinché l’attuale Governo comprenda la gravità della situazione e il pericolo imminente per la nostra democrazia e Costituzione, ma anche per denunciare la ferma opposizione al mantenimento di un ente inutile, in cui si sovrappongono i livelli decisionali, appesantendo e rendendo più inefficiente il sistema amministrativo locale».
«Le notizie di stampa di questi giorni (sulle divisioni interne ai partiti, legate solo ed esclusivamente ad una logica spartitoria e consociativa, senza un progetto legato alle candidature sui temi della mobilità, della pianificazione  territoriale  provinciale   di   coordinamento, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, del controllo dei fenomeni discriminatori e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale) dimostrano- secondo i grillini- peraltro, come questi enti siano divenuti solo organismi di esercizio del potere,totalmente svincolati e scollegati dai cittadini, di cui dovrebbero essere emanazione, al contrario di quanto previsto dalla legge Delrio».
L’invito a non votare  è esteso «sia alle forze proclamatesi «civiche» sia a tutti coloro che appartengono a quei partiti che a livello nazionale hanno avviato questo scempio pur avendo posto l’abolizione delle Province nei loro programmi, e che, solo oggi, denunciano ciò che il M5S aveva con forza denunciato in Parlamento, rimanendo inascoltato».
Questo rifiuto di prendere parte alla spartizione delle poltrone provinciale sarà, dichiarano gli esponenti del M5S- un forte segnale forte a Roma, alle istituzioni e al Governo, a dimostrazione che la democrazia non deve mai essere lesa e che i cittadini hanno bisogno di riforme serie e non di spot o di menzogne».
Appello anche ai candidati Presidente e Consiglieri «a ripensare la loro posizione, a ritornare sui passi della democrazia con una forma di ribellione civile e a non prendere parte a questo “club di nominati”, ritirando le proprie candidature. Chi agirà diversamente, contribuendo all’elezione del futuro Consiglio provinciale, in spregio alla democrazia, alla Costituzione, e alle promesse che sono il vincolo morale per i rappresentanti nei confronti dei loro elettori, non potrà che essere ritenuto correo dell’avanzamento di questa minaccia alla democrazia, al pari di chi l’ha promossa».

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