Ciclabilità sul Sebino, le proposte di Legambiente

Dall'associazione alcune proposte a Provincia e Comunità montana per migliorare il servizio che tanto piace ai turisti.

(red.) Occorre metter mano alla ciclabilità lungo il lago d’Iseo, se si vogliono attirare i turisti stranieri, appassionati più degli italiani del turismo sulle due ruote.
Ne è convinto il circolo di Legambiente del Basso Sebino, presieduto da Dario Balotta che, sul tema, si è rivolto alla Comunità Montana del Sebino bresciano e all’assessorato alla mobilità della Provincia di Brescia. «Pare proprio che, quest’anno, la stagione sia stata salvata dal turismo straniero. E’ noto quanto gli stranieri, in particolare del nord Europa, amino utilizzare la bicicletta in vacanza. E’ altrettanto noto che la ciclabilità del lago, per cause orografiche, ma anche per una generale sottovalutazione, sia modesta e comunque inferiore alla potenziale domanda, derivante dalla bellezza del Sebino. I tratti più a rischio, per la ristrettezza della carreggiata, la presenza di curve strette, di muretti che impediscono ogni via di fuga , di siepi e di sterpaglie poco manutenute (la sfalciatura da parte dei mezzi della provincia è avvenuta a stagione inoltrata, il 13 agosto) ne diminuiscono la visibilità, aumentando esponenzialmente la pericolosità. In particolare i percorsi tra Pilzone e Sulzano e tra Sulzano e Sale Marasino ed altri brevi della litoranea fino a Pisogne sono i più pericolosi e, al tempo stesso, i più battuti dai ciclisti».
C’è inoltre una generale tendenza all’utilizzo della bicicletta, anche da parte dei residenti e dei turisti italiani. L’introduzione del “bike sharing”, da parte della Comunità montana è da considerarsi l’avvio di una politica della ciclabilità, fondamentale per lo sviluppo del turismo sul lago. La proposta di Legambiente è di prevedere la messa in sicurezza dell’intero percorso di ricongiungimento dei tratti di pista ciclabile esistenti con: adeguata illuminazione notturna su tutto il percorso; pulizia e diserbo delle banchine laterali con l’estirpazione delle sterpaglie; segnaletica di pericolo verticale art. 103 codice della strada e pannello previsto dall’ art. 83 integrato con la dicitura “ciclisti in carreggiata”; la stessa segnaletica dovrebbe essere ripetuta in orizzontale su tutto il percorso ed in entrambi i sensi di marcia; limite di velocità es. 40 Km/h; installazione su tutto il percorso di “markers”, detti anche “occhi di gatto”, su entrambi i lati della carreggiata di circa un metro,per consentire la corretta marcia degli autoveicoli e la possibilità, in caso di incrocio con mezzi ingombranti, di invadere comunque la mini-corsia in assenza di utenti in bicicletta.

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