Porto di Pilzone, Legambiente: sorpresi dal sì in Regione

La commissione Via ha deciso di non assoggettare a Valutazione di impatto Ambientale il nuovo progetto sul Sebino.

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(red.) Raddoppia il porto Pizzotti di Pilzone, sul lago d’Iseo, nella provincia di Brescia.
La commissione Via della regione Lombardia, riunita nell’ultima settimana di luglio, ha deciso di non assoggettare a Valutazione di impatto Ambientale il nuovo progetto del porto Pezzotti. Una vicenda che si trascina da tempo. La Regione aveva praticamente bocciato l’ampliamento del porto, decretando che andava assoggettato alla procedura di Valutazione di Impatto ambientale il 10 aprile 2012. Il proponente aveva parzialmente ridotto il progetto e ripresentando la domanda. E così la commissione VIA, con parere sfavorevole del settore paesaggistico e favorevole dell’ambiente ha dato di fatto il via libera al progetto. Il nuovo porto prevede, ancorchè ridimensionato, l’aumento del 134% della superficie lacuale occupata dai pontili aggiungendo agli attuali 2.031 mq occupati altri 2.722 mq; l’aumento del 140% della superficie occupata dei pontili aggiungendo agli attuali 365 mq altri 510 mq; l’aumento dell’87% dello sviluppo lineare degli attracchi aggiungendo 138 metri lineari ai 158 metri esistenti. Uno sviluppo consistente, tanto che la decisione di non assoggettare il progetto alla Via ha lasciato perplesso Legambiente Sebino anche perché il progetto insiste sul tratto di lago in località Montecolo, un’area particolarmente pregiata sotto il profilo naturale e paesaggistico e ricca di riferimenti storici e paesaggistici. La presenza di ville in stile Liberty conferisce, inoltre, un particolare valore storico. Nell’area svolgono la loro attività tre campeggi e il Lido rende fruibile le acque del lago al pubblico, rendendo attrattiva la zona sotto il profilo turistico. Secondo l’associazione, tale intervento modificherebbe negativamente l’integrità naturale e paesaggistica e ridurrebbe in modo consistente la possibilità di balneazione.
Secondo Legambiente, «l’ampliamento del porto esistente prevede 40 nuovi posti barca da aggiungere ai 38 attuali del porto turistico, ciò è in contrasto con la necessità di regolare e di limitare l’afflusso di imbarcazioni sul già inquinato e congestionato lago d’Iseo. Ricordiamo che i posti barca privati sono già cresciuti di oltre 300 unità, passando da 1.200 del 2006 a 1.500 del 2008 e che sono disponibili anche 1.800 posti barca pubblici. Il progetto è anche in contrasto con le migliori pratiche europee che si rifanno ad interventi di regolazione e di riduzione, sia del numero di imbarcazioni, che del controllo della potenza dei motori. Questo ampliamento se autorizzato rischia pertanto di dare il via ad un processo di emulazione negativa degli altri comuni rivieraschi, ad una nuova crescita di porti e pontili, anzichè dar vita a scelte di qualità e di contenimento della la navigazione a motore sul lago. La limitata profondità delle acque, la forma dell’insenatura, l’esistenza di alcuni scarichi non controllati, rendono già problematica la libera circolazione delle acque e compromettono quindi la loro ossigenazione. L’ampliamento del porto privato andava evitato ma l’amministrazione comunale di Iseo ha lasciato ad altri Enti una decisione che in prima istanza le competerebbe. Può essere che il comportamento dell’Amministrazione comunale sia in connessione con la cessione delle aree interessate all’Edilizia Residenziale Pubblica di Pilzone, ambito di possibile trasformazione mai partito, che ora non ha più ragion d’essere. Meglio sarebbe stata un profonda bonifica delle obsolete strutture esistenti. L’ampliamento e il miglioramento qualitativo dei servizi avrebbero integrato maggiormente l’area al contesto particolare in cui è collocata».

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