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Bigio? Decidono “cinque saggi”

Ufficializzata la nomina di una commissione che fornirà valutazoni tecniche sul ricollocamento (o meno) della statua del Dazzi in Piazza Vittoria.

(red.) Il destino del Bigio? Lo deciderà una commisisone di cinque saggi, istituita dal Comune di Brescia per dirimere (ci si augura una volta per tutte) la diatriba (politica e culturale insieme) sorta sull’eventuale ricollocamento (o meno, così come avrebbe sentenziato la Loggia) della statua in marmo di Arturo Dazzi, denominata «L’era fascista», in Piazza Vittoria, dove si trovava originariamente.
La decisione è stata ufficializzata martedì 22 luglio durante una seduta in consiglio comunale dal sindaco Emilio Del Bono che ha così affidato la scelta al gruppo di “prescelti” incaricati per mettere la parola fine all’accesa querelle.
Entro la fine di agosto o primi di settembre la commissione esprimerà le proprie valutazioni tecniche, quindi la Giunta comunale metterà il sigillo definitivo sulla “vexata quaestio”.
Del gruppo dei saggi fanno parte il presidente della Fondazione Brescia Musei Massimo Minini, i due direttori dell’accademia Santa Giulia e della Laba e due docenti indicati dalla Statale e dalla Cattolica.
La scelta di affidare a “terzi” un parere sul discusso “gigante di marmo” è finalizzata, ha spiegato il primo cittadino, a spoliticizzare il dibattito e a renderlo il meno strumentale possibile.
Nei giorni scorsi, l’onorevole dei Popolari per l’Italia, Gregorio Gitti, insieme con la gallerista Chiara Fasser e Giosi Archetti del Fai, si sono detti favorevoli ad un ripristino filologico della statua nella piazza, rintuzzando quindi la discussione (e la polemica) attorno al dibattito sul Bigio.

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