Il Romanino nascosto? Nessuna “scoperta”

Il dipinto di S. Maria della Neve a Pisogne era ben noto agli addetti ai lavori che ora polemizzano sulla "non-notizia" del rinvenimento.

(red.) In realtà si tratta di una “non scoperta”. Ricordate il risalto della notizia data al ritrovamento di un affresco attribuito al Romanino, “il Cristo alla colonna”, nella sacrestia di santa Maria delle Neve a Pisogne?
Ecco, non sarebbe un casuale rinvenimento di un’opera d’arte di inestimabile valore, nascosta agli occhi dei più e venuta alla luce per una fortuita coincidenza, ma come, ha spiegato il suo “scopritore” (che tale però respinge di essere) l’ingegner Umberto Monopoli, coordinatore della sicurezza dei lavori di restauro all’esterno della chiesa, che ha “trovato” il dipinto laddove si diceva fosse collocato, cioè nell’ex cappella del portico sud. Non celato, dunque, ma alla vista di tutti quanti. Tutti, sì, sebbene un po’ distratti.
E infatti si sono sollevate le polemiche da parte degli addetti ai lavori che hanno lamentato il risalto dato ad una non-notizia.
Il tutto nasce un po’ casualmente, in effetti, almeno per l’ingegnere che è anche insegnante all’ Itg di Darfo: nell’aiutare una studentessa che sta preparando la tesina per la Maturità, il professore ha letto sul “Dizionario Odeporico” di Maironi Da Ponte, testo consultato per l’elaborato, la presenza dell’affresco nella parrocchia di Pisogne, proprio dove Monopoli sta lavorando al cantiere. Da qui la curiosità di cercare il dipinto del Romanino, “emerso” proprio dove il libro diceva dovesse trovarsi. Ma poco visibile perchè parzialmente nascosto da un armadio. Da qui la ridda di polemiche sulla notizia “falsa” e l’inevitabile e conseguente dibattito sulla incuria ad opera di chi dovrebbe occuparsi dei beni storico-artistici.

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