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Bigio, partigiani: “Mai in piazza Vittoria”

In una lettera, Fiamme Verdi e Anpi esprimono apprezzamento per le parole del sindaco Emilio Del Bono, meno per quelle del vicesindaco Laura Castelletti.

(red.) Sul Bigio, il sindaco Emilio Del Bono incassa l’apprezzamento delle associazioni partigiane di Brescia, che da mesi hanno attivato un percorso di approfondimento storico, culturale, artistico e di dialogo con la città per confrontarsi sull’opportunità di riposizionare il simbolo del fascismo imperante nella piazza della città inaugurata da Benito Mussolini che proprio i partigiani hanno abbattuto e rimosso all’indomani della Liberazione.
In una lettera, Anpi e Fiamme Verdi attestano l’apprezzamento per la conferma dell’orientamento già espresso in campagna elettorale, di non riportare il Bigio in piazza Vittoria, «dopo le affermazioni di ieri della vicesindaco ed assessore Castelletti che sembravano invece volerlo bloccare. Forti di un percorso che ha dato vita a numerose manifestazioni e occasioni di incontro con i cittadini bresciani – volantinaggi, flash mob, letture, interviste, servizi e dibattiti televisivi, raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare e ben due convegni, uno dei quali con interventi di caratura nazionale – riteniamo, come associazioni partigiane, che il tema sia stato affrontato e risolto attraverso una chiara proposta a non procedere con il riposizionamento, orientamento che il sindaco Del Bono ha fatto proprio. Alla base di questa posizione ci sono, come più volte ricordato, ragioni di idealità e di opportunità storica e non condizionamenti di carattere ideologico. Ci dispiace che la vicesindaco Castelletti non abbia preso parte ad alcuna delle numerose occasioni di approfondimento appena ricordate, che le avrebbero, forse, consentito di farsi un’idea più ponderata sulla questione».
Pur nel rispetto delle opinioni di ciascuno, le associazioni partigiane si appellano alle istituzioni cittadine, e in particolare al sindaco Del Bono, affinché si arrivi al più presto ad una soluzione definitiva della questione secondo gli orientamenti pubblicamente confermati. «Ci appelliamo inoltre a tutte le forze democratiche e antifasciste in questa vigilia del 25 aprile 2014, 69° anniversario di quella Liberazione che sancì, con il ritorno della libertà, anche la cacciata del fascismo e l’abbattimento a Brescia del suo simbolo più inviso, affinché venga ribadita la condivisione circa la destinazione museale della statua, proprio a tutela dello stesso reperto. Nel contempo auspichiamo che Brescia, città medaglia d’argento per la Resistenza, non debba veder ulteriormente agitato in modo strumentale questo tema, specie in quest’anno che vede, ormai prossime, le celebrazioni del quarantennale della strage fascista di Piazza della Loggia».

 

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