Fondra: “Educare e informare sull’acqua”

L'assessore all'ambiente critica chi utilizza informazioni parziali o infondate, creando allarmismo. "I migliori giudizi saranno, un domani, i nostri figli".

(red.) Dopo la diffusione dei dati sullo stato di salute dell’acqua a Brescia, l’assessore all’ambiente Gianluigi Fondra torna a parlare di acqua in un un lungo commento sul suo blog.
Riferendosi alla lettera scritta dal presidente dell’Umi, Francesco Falsetti, che esortava a non bere l’acqua del rubinetto, Fondra spiega: «Non conosco personalmente il dottor Falsetti ma le cose che ha scritto sono molto gravi. Se ha dati scientificamente certi sulla relazione diretta fra il bere l’acqua pubblica di Brescia e le insorgenze tumorali dei nostri concittadini li renda pubblici. Diversamente da medico in pensione si limiti a esprimere una sua legittima opinione sulla qualità delle nostre acque. Bene ha fatto il presidente dell’ordine dei medici – in modo ben più autorevole – a non condividere pubblicamente quanto affermato da Falsetti».
Fondra, da professionista della comunicazione, critica poi il modo con cui sul web si sta trattando il tema dell’acqua. «Parto da un articolo del 19 febbraio apparso su un sito che si definisce di “contro-informazione” che riprendendo le affermazioni di Falsetti accompagna la notizia con l’immagine di un rubinetto marchiato con il teschio e le ossa incrociate su fondo giallo, simbologia specifica utilizzata nelle etichettature di prodotti tossico/mortali. Prima ancora del contenuto la sintesi visiva è già una sentenza. A distanza di giorni sullo stesso sito introdotti da una foto di bricco graduato che campeggia davanti all’immancabile teschio, un titolo che lascia intendere che ASL e A2A manipolano i dati sull’acqua giacché quelli di 3/4 analisi private sono addirittura tripli rispetto alle medie di migliaia di campionamenti dell’ultimo anno. Che cosa fare? Buttare alle ortiche 1.949 campionamenti o rifare le analisi di 3/4 punti privati? Sorge spontaneo chiedersi perché tesi così apodittiche non vengano mai sfiorate da alcun dubbio. Per completezza una vera contro-informazione avrebbe dovuto riprendere la smentita del dottor Ottavio Di Stefano in qualità di presidente dell’Ordine dei medici Bresciani. Nulla. Silenzio imbarazzato dal Web e dalla radio che aveva amplificato l’esternazione di Falsetti».
Fondra giudica indigeribile poi la strumentalizzazione sui bambini. «Giustamente molti chiedono provvedimenti per ridurre la presenza di inquinanti nell’acqua, tutti lo fanno in particolare in nome della salute dei più piccini e nessuna di queste voci – in virtù dello stesso principio di precauzione – si premura di proteggere i bambini da immagini ed espressioni che evocano la loro morte certa quando certa non è. Ma come? Ci si accapiglia in nome e per conto della loro salute e non ci si preoccupa di educarli a percepire la misura del pericolo? Che cittadino consapevole sarà un adolescente cresciuto nell’associazione dell’acqua del rubinetto alla sicura morte per cancro? È così che si “tutelano”? Con una maccheronica scienza da copia-incolla sul Web costringendoli a navigazioni senza bussola passando dalle etichette dei veleni direttamente a verità catastrofiche? La differenza fra allarme e allarmismo è dirimente e mi chiedo chi sta facendo profitti in tutto questo caos. Intanto una bottiglia d’acqua in vetro costa oltre 1,00 euro e le analisi di un paio d’inquinanti di campioni domestici oltre i 100,00 euro. A chi sta giovando economicamente questa presunta Apocalisse? Non mi permetto di giudicare l’apprensione o la paura delle mamme. Leggo il loro agire solo come segno di sentimenti genuini, positivi, che tendono a costruire il meglio attorno ai propri figli. Non ho dubbi su ciò. Mi permetto però di metterle in guardia da coloro che con troppa disinvoltura utilizzano iperbole mediatiche: Dai rubinetti esce sempre più cromo, Acqua al cromo, dati choc, cancerogeno certo. Sono espressioni che non aiutano a capire la realtà. Icone sproporzionate rispetto alla vera corrispondenza fra limiti di potabilità e dati di monitoraggio storici».
Fondra ribadisce quindi la sua fiducia nelle istituzioni sanitarie e sottolinea il suo impegno a che siano sempre migliori e trasparenti. Fondamentale sarà così il ruolo dell’Osservatorio Acqua Bene Comune, che dovrà affrontare il tema della comunicazione quale aspetto urgente e fondamentale al pari delle analisi sui dati e sulle normative. «Usare un linguaggio misurato, veritiero e comprensibile a tutti è un atto di amore importante quanto pretendere di bere in tranquillità dal rubinetto. I migliori giudici sulla qualità dell’acqua di domani saranno i nostri figli quando, da cittadini consapevoli, sapranno misurare pregi e difetti delle parole pronunciate dai loro genitori».

 

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