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Fiom: “Non siamo degli irresponsabili”

Il segretario generale Franesco Bertoli risponde al presidente di Aib Marco Bonometti. "Si antepongono interessi di parte a quelli collettivi".

(red.) «In merito alla sentenza emessa dalla Corte Costituzionale il 3 luglio scorso, serve che siano chiariti alcuni punti importanti perché non è comprensibile la sorpresa o lo stupore da parte di alcuni soggetti, anche nella nostra provincia, dopo l’emissione della sentenza stessa».
Così Francesco Bertoli, segretario della Fiom Cgil di Brescia, risponde al presidente degli industriali bresciani, Marco Bonometti, che si era detto sorpreso della sentenza della Corte Costituzionale. «Innanzitutto, la Corte Costituzionale si è espressa a fronte del fatto che ben quattro tribunali, dopo i ricorsi presentati da Fiom, hanno rimesso la questione nelle sue mani. Pertanto il percorso legale è iniziato da oltre due anni e ci sono sentenze che già riconoscono favorevolmente i ricorsi della Fiom, sia per quanto riguarda i diritti di rappresentanza, sia per quanto riguarda il pagamento delle quote tessere. Inoltre, esperti e giuristi a livello nazionale hanno dato quasi per scontato che l’esito fosse quello di accogliere l’illegittimità dell’art 19».
Per Bertoli, è improprio, se non strumentale, mostrare sorpresa. «Non si tiene nella giusta considerazione che siamo di fronte ad un pronunciamento di un organo così autorevole e fondamentale come la Corte Costituzionale. Stupisce negativamente che si affermi che il riconoscimento di un diritto democratico sia un problema fino a paventare che quel problema possa provocare un danno per le imprese e per il Paese. In riferimento alla Fiom, il comunicato dell’Aib ritorna ad affermare che il nostro sindacato sia un sindacato che non si assume le responsabilità, che è un sindacato che dice sistematicamente di no e che sarebbe prigioniero di ideologie anacronistiche. Non sappiamo se il Presidente sia sufficientemente informato. Ci permettiamo in ogni modo di chiedergli se conosce il ruolo che la Fiom ha svolto in tutti questi anni sia in Iveco, sottoscrivendo peraltro tutti gli accordi di riorganizzazione che sono anche oggi la base dell’assetto produttivo ed organizzativo dello stabilimento, sia nella gestione delle crisi nella nostra provincia».
La Fiom si dice aperta al confronto con tutti i soggetti, ma non può accettare che si torni ad affermazioni che non corrispondono al vero. «La Fiom continua ad essere esclusa da alcune aziende su indicazione dell’Associazione, a proposito di ideologie anacronistiche. Comunque, manteniamo il rispetto per quanto sentenzia la Corte Costituzionale e la Magistratura in generale, anche quando ci sono sentenze a noi sfavorevoli. Fermo restando il diritto di critica o di opinione, in un contesto democratico, che dovrebbe essere l’obbiettivo di tutti, ci sarebbe da salutare favorevolmente quanto emesso dalla Corte, mentre ancora una volta si antepongono interessi di parte rispetto a quelli collettivi, con il rischio di sfociare nell’intolleranza nel confronto di chi non condivide delle posizioni sindacali o politiche e che in questi anni si è visto sottrarre diritti. I Diritti e la Democrazia sono una conquista dei cittadini e dei lavoratori del nostro paese, e la loro affermazione non può essere oggetto di mediazioni o nel peggiore dei casi di negazione. Riteniamo opportuno che chi ha delle cariche importanti non abbia a dimenticarsene in qualunque Associazione o Organizzazione ricopra quelle cariche».

 

 

 

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