Brescia, la “Park City” della discordia

L'ipotizzata soppressione della card che garantisce sconti ai residenti sulle soste a pagamento divide centrodestra (fautore della tessera) e centrosinistra.

(red.) L’ipotizzata soppressione della Park City divide gli schieramenti politici. E non poteva essere diversamente.
La card, introdotta nel 2011 dall’ex Giunta di centrodestra di Adriano Paroli, sconta ai residenti il costo delle soste in città. Ora, la neonata amministrazione di centrosinistra guidata da Emilio Del Bono vorrebbe eliminarla, per favorire la mobilità sostenibile, in favore dei parcheggi scambiatori del metrobus cittadino.
L’obiettivo dell’assessore alla Mobilità Federico Manzoni, che nei giorni scorsi ha annunciato anche l’estensione, a partire da venerdì 5 luglio, dell’orario lungo del servizio metropolitano nel week end, è quello di favorire il più possibile gli spostamenti interni alla città con mezzi alternativi all’automobile.
Un’idea avversata dalla Lega Nord, come dimostrano le parole del segretario cittadino Paolo Sabbadini, che ha stigmatizzato la proposta, definendola “uno schiaffo” per i residenti e non piace nemmeno al Popolo della Libertà che della “Park city” è stato fautore. Per l’ex assessore Giorgio Maione si tratterebbe di un’iniziativa che potrebbe gravare sui bilanci delle famiglie e danneggiare le attività del centro, e non illustrata in campagna elettorale dal sindaco Del Bono.
Il Pdl, è stato annunciato,  depositerà un’interrogazione urgente al sindaco sulla questione.

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