Riforma Aler, Cgil: “Conti sbagliati”

In una lettera aperta, il sindacato mette in discussione l'analisi presentata dai promotori della mozione, secondo cui l'Agenzia avrebbe 30milioni di disavanzo.

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(red.) Riforma Aler? Per la Cgil, i conti non tornano.
In una lettera aperta, a firma di Claudio Tosi, Segretario FP CGIL  Lombardia, Miriam Martello, coordinatrice regionale Federcasa,  Patrizia Moneghini segretaria FP CGIL Brescia, Riccardo Lovatti delegato FP CGIL Aler Brescia, i conti presentati dl consigliere Fabio Altitonante per illustrare la riforma Aler, sarebbero sbagliati.   «Come lavoratori del settore – si legge nella lettera – siamo spesso stretti tra il disagio economico degli inquilini, la sofferenza dei cittadini relativamente alle difficoltà dell’abitare e un giudizio generale sulle Aziende spesso  definite come carrozzoni; proprio per questo siamo interessati a una lettura obbiettiva dei dati anche  economici delle Aler».
L’analisi impietosa sullo stato delle Aler, secondo il sindacato, si è incentrata in concreto solo sul disavanzo di 30 milioni tra entrate ed uscite: un saldo negativo che, a prima vista, giustificherebbe l’urgenza di  una riforma del settore. «Peccato che i conti siano, speriamo non volutamente, palesemente errati. Già sembrerebbe utile sottolineare che confrontare i costi dell’intera gestione con le entrate dell’anno (emesso meno morosità), senza considerare il recupero della morosità degli anni precedenti  (anche quelle sono entrate!), rappresenta una palese forzatura. Ma la cosa paradossale ed evidente del prospetto “entrate della gestione ordinaria”  è che il raffronto è fatto solo con la colonna “entrate da canone sociale”, pari a  circa 128 milioni di euro,  tralasciando 47 milioni di euro che rappresentano il fatturato da altri canoni».
L’aggiunta anche parziale di questa cifra ribalta il disavanzo da meno 30 milioni  ad oltre 10 milioni in positivo.  «Non è sicuramente corretto interpretare lo stato delle Aler con un’analisi così approssimativa dei bilanci: non si possono piegare i conti alle proprie aspettative e per mero effetto scandalistico. E’ al contrario necessario leggerli nella loro interezza anche con le relative note aggiuntive, che sono parte  integrante del bilancio. Un’analisi accurata rileverebbe come i veri problemi sono l’alta tassazione (IMU, Ires, Irap, etc.) e un indebitamento dovuto principalmente ai mutui contratti per le nuove costruzioni, che ormai da anniRegione non  finanzia più interamente; ma nel progetto di legge su tassazione e sui canali di  finanziamento nulla si dice nel merito».
Il progetto indica solo la possibilità di risparmiare oltre 3 milioni di euro con l’abrogazione delle poltrone  che, nelle intenzioni dei proponenti dovrebbero contribuire a finanziare le manutenzioni. «Nulla però si dice sui costi della creazione dell’ALPE. Non è per caso possibile che dalle cessioni degli immobili da Aler ad ALPE  si debba poi procedere alla cessione dei contratti di locazione? E se sì, quali sono i costi delle sole tasse di  registrazione dei contratti? Tenuto conto che ogni contratto per la cessione sconta un’imposta di 67 euro e tenuto conto che i contratti degli alloggi sono circa 100.000 e le altre unità (garage, posti auto, negozi, etc.)  oltre 35.000, si arriva a un costo “diretto” di oltre 9 milioni di euro. Forse è necessario approfondire anche  economicamente i costi di questa operazione per verificare se non poggia le sue gambe su piedi d’argilla».

 

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