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“Degrado del verde urbano? Falsità”

L'assessore Mario Labolani ha replicato ai ragazzi di "Guerrilla Gardening" che hanno piantumato fiori (poi rimossi dal Comune) in alcune aiuole cittadine.

(red.) “Le piantine tolte dalle aiuole non sono state buttate, ma si trovano nei depositi del Comune e, se i ragazzi di “Guerrilla Gardening” le vogliono, le restituiremo loro”.
E’ la risposta dell’assessore ai Lavori Pubblici, al Verde e al Centro di Brescia, Mario Labolani, alla richiesta di chiarimenti inoltrata attraverso una lettera dal gruppo ambientalista che lamentava la rimozione delle specie vegetali piantumate nei giorni scorsi in alcune aree della città.
L’assessore ha voluto ribadire di essere disposto al dialogo con chi si presenta con nome, cognome e di persona, e non facendosi scudo dietro una sigla, ribadendo che le eventuali proposte di Guerrilla Gardening possono essere rivolte direttamente all’assessorato competente.
“Brescia”, ha sottolineato Labolani a quiBrescia.it., “è stata premiata anche negli anni scorsi per il verde urbano ed è una delle città segnalate anche nelle classifiche del Sole 24 Ore tra le più attente alla cura di parchi e giardini, come del resto dimostrano le tante attività intraprese in questa direzione: basti pensare alle fioriere date in adozione a commercianti e residenti, segno di una collaborazione proficua tra amministrazione e cittadini”.
“Ciò che non accetto”, ha voluto sottolineare l’assessore, ” è che, accanto ai fiori piantumati in aiuole già curate dall’amministrazione (come è il caso di quella di piazza Corvi), siano stati apposti dei cartelli con al dicitura ‘contro il dgerado del verde urbano’, perchè questo non corrisponde al vero”. “In secondo luogo, se, come risulta, alcuni fiori sono stati collocati anche in un vaso in via San Faustino, che era a cura di alcuni responsabili, e che sarebbe stato trovato in cattive condizioni, questo non va bene e andava segnalato in Loggia”.
“Inoltre, se i ragazzi di “Guerrilla Gardening”, ha concluso l’assessore Labolani, “vorranno chiedere spazi e proporre iniziative come già fatto dai giovani writers bresciani, sarò ben felice di ascoltarli, l’importante è che non si tratti di una provocazione o di una polemica politica”.

 

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