Uno zoo in Castello? “Sfruttamento animali”

Per la sezione bresciana di Enpa, l'ipotesi di riaprire un parco animali è da rigettare. "Più utile creare un piccolo centro di recupero della fauna selvatica".

Più informazioni su

(red.) La riapertura di uno zoo sul castello di Brescia? Una proposta contro cui si è espressa la sezione locale di Enpa onlus che ha inviato una lettera al sindaco di Brescia, Adriano Paroli, e all’assessore all’Ambiente, Paola Vilardi, prendendo posizione contro questa ipotesi, giudicata “un grave passo indietro sul tema dei diritti degli animali”.
“Negli ultimi giorni abbiamo letto con attenzione, sulla stampa locale, le proposte avanzate dagli esperti per il recupero e la promozione del Castello di Brescia. Una di queste però ci trova contrari come associazione che ha, tra le proprie finalità, la protezione degli animali, ed è quella del ripristino dello Zoo, chiuso ormai, fortunatamente, da molti anni”, si legge nella missiva dell’Ente protezione animali.
“In una società civile come la nostra, il concetto di animale evolve continuamente, e si è finalmente arrivati a considerare gli individui di altre specie come essere senzienti capaci di provare sofferenza al pari dell’uomo”.
“Ed è in quest’ottica che ci chiediamo come lo sfruttamento degli animali, attraverso i circhi e gli Zoo, chiamati adesso in maniera eufemistica Parchi Zoologici o Bioparchi, possa essere un’opportunità per far rivivere una realtà importante quale il Castello di Brescia”.
“Ci interroghiamo se la sofferenza di un animale ingabbiato e a cui vengono rubati la libertà e gli spazi immensi che la natura gli ha donato, quali la savana africana o le foreste equatoriali del nostro pianeta, possa far rifiorire un’opera ingegneristica medievale così importante”, sottolinea Enpa nella lettera alla Loggia.
“Immaginiamo cosa possa provare un colorato pappagallo sudamericano che normalmente vive sopra grandi alberi nelle foreste pluviali ad una temperatura di 20/30°C in una gabbia nella pianura padana dove in inverno si arriva tranquillamente sotto zero. Oppure un elefante africano abituato a percorrere migliaia di chilometri con il branco a vivere da solo, o quasi, in pochi metri quadrati. Se riflettiamo bene arriviamo alla conclusione più che ovvia: sofferenza, costrizione, ansia, freddo, incapacità di poter esprimere le loro condizioni etologiche, apatia, è questo che si legge negli animali costretti a vivere intrappolati per lo spettacolo”.
“Si tratta”, secondo Enpa Brescia, “in tutto e per tutto di un maltrattamento, peraltro diseducativo per le nuove generazioni che devono essere educate alla conoscenza e all’empatia verso il diverso, e non all’indifferenza verso la sofferenza altrui e all’incapacità di notare il disagio nell’altro. Molti cittadini, ormai consapevoli di questi problemi, ritengono davvero triste uno spettacolo di prigionia e di costrizione, e non certo per “snobismo”, ma per una maggiore e più inclusiva sensibilità”.
“Pensiamo che sarebbe più utile creare un piccolo centro di recupero della fauna selvatica (CRAS) dove si possa insegnare ai bambini ed alle persone il rispetto nei confronti della natura e degli animali. Anche perché nel bresciano esiste un unico CRAS in media Vallecamonica e le centinaia di animali che vengono recuperati ogni anno devono essere trasferiti fuori Provincia. Ed il tempo di intervento è fondamentale per la loro sopravvivenza”. “Dopo la chiusura dello Zoo”, sottolinea l’Ente protezione animali, “ci sono voluti diversi anni prima che i bresciani si impossessassero di nuovo di quegli spazi. E chissà quanti soldi pubblici sono stati usati per restaurare e ripristinare questa area verde così importante per la nostra Città.  Per far rivivere il Castello partiamo dal donare una nuova speranza, senza sfruttare la sofferenza”.

 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.