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Presidio in Prefettura contro i tagli lineari

Nel cortile del Broletto i lavoratori degni enti Inps, Inpdap, Empals, Inail, iscritti ai sindacati Cgil e Uil. Le ragioni della protesta saranno spiegate al Governo.

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(red.) In tutta Italia, nella giornata di lunedì 12 novembre, i lavoratori degli enti previdenziali ed assicurativi Inps, Inpdap, Empals, Inail  iscritti a Cgil e Uil hanno presidiato le Prefetture contro il taglio voluto dal governo di risorse, personale, salario dei lavoratori, servizi all’utenza.
A Brescia si è tenuta un’assemblea molto partecipata dei lavoratori dell’Inps, dell’Inpdap e dell’Inail, nel cortile antistante la Prefettura, che ha manifestato il contrasto alle norme sul lavoro pubblico che stanno portando gli enti previdenziali e assicurativi allo sbando. Si tratta di uffici che anche a Brescia sono caratterizzati per la loro efficienza e per la capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.
I tagli lineari,secondo i manifestanti, smantellano i servizi. Si cerca di ottenere risparmi non dalla eliminazione degli sprechi, consulenze, esternalizzazioni costose e non efficaci, ma riducendo le retribuzioni del personale, che ha già il contratto bloccato con stipendi che non vengono adeguati al costo della vita dal 2009, con l’azzeramento delle quote di salario legate alla produttività.
Fra l’altro viene cancellato un sistema di incentivi legati al raggiungimento di risultati quantificati e certificati da appositi organismi di controllo che ha dato ottimi risultati, proprio quando è in corso una discussione generale sulla produttività, andando chiaramente in controtendenza.
Altro meccanismo in atto per ottenere risparmi deriva dall’allontanamento dell’utenza dagli sportelli dell’Inps/Inpdap con una telematizzazione spinta che emargina gli utenti più fragile degli enti previdenziali lasciando i lavoratori soli a fronteggiare i cittadini a cui non possono dare risposte dovendoli rimandare ai call center nazionali.
La Prefettura ha assicurato che si farà portavoce presso il Governo di questa situazione di difficoltà, condividendo le preoccupazioni di lavoratori e organizzazioni sindacali.

 

 

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