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Delega nozze ritirata, Sel: “E la libertà di parola?”

Il Coordinamento provinciale è intervenuto sullo stop imposto a Donatella Albini di celebrare nozze civili dopo un discorso poco gradito a sindaco e Giunta.

(red.) “A fronte della libertà del sindaco di concedere o ritirare la delega alla celebrazione dei matrimoni, esiste la libertà dei consiglieri e degli assessori e dei presidenti di circoscrizione di interpretare il ruolo istituzionale nell’assoluta correttezza formale e nell’altrettanto assoluta libertà di parola, rispettosa dei dettati costituzionali e della sensibilità degli sposi  e la libertà dei cittadini e delle cittadine di indicare la persona a cui affidare la celebrazione del rito dell’unione matrimoniale, con un atto di riconoscimento reciproco di condivisione di pensiero”.
Lo afferma, in una nota,il Coordinamento provinciale di Sel sul ritiro della delega per la celebrazione dei matrimoni a Donatella Albini, capgruppo di Sinistra Ecologia e libertà in Conaiglio comunale a Brescia.
“Risulta quindi non tanto stupefacente, quanto molto preoccupante”, sottolinea la nota, “l’atto del Sindaco di revocare la delega a celebrare matrimoni alla consigliera in comune di Sel, Donatella Albini, con l’unica motivazione di “avere svolto un comizio e non avere parlato d’amore”, avendo la stessa citato i bravi di don Rodrigo “con una reticella verde che cade sull’omero sinistro”, ricordando con due parole il lungo e difficile percorso,che si sono trovati davanti Mario e Tamara per sposarsi”.
“Certo, il verde evoca per alcuni non la perfetta descrizione manzoniana, ma  altre figure, non solo simboliche e Emily Dickinson, Vivian Lamarque e la poetessa catalana Montero con le loro parole d’amore, lette e condivise con emozione da Donatella Albini davanti a Mario e Tamara, spariscono”, chiosa il Coordinamento provinciale di Sel, “sepolte dalla miseria della politica asfittica e vendicativa di chi dovrebbe governare la convivenza e non il proprio particolare”.
“Quando l’autorevolezza e la libertà di un consigliere è costretta ad arretrare”, è la conclusone, “cosi come la libertà dei cittadini di scegliere chi li può accompagnare in un giorno non banale della propria vita c’è dolore e preoccupazione, perchè qualcosa del nostro libero esistere viene meno”.

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