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Chopard: “Mille Miglia? Nessuno scippo”

La casa svizzera di orologi, sponsor dell'evento, respinge le accuse di voler mettere le mani sulla gara automobilistica e auspica lo stop al commissariamento Aci.

(red.) All’Aci Brescia si è appena insediato un nuovo commissario, il generale in pensione dei carabinieri Baldassarre  Favara, che sostituisce l’ex prefetto Vincenzo Grimaldi, che si è dimesso dal compito e per l’ente di via Ferrari la situazione non cambia, almeno fino al 24 ottobre, data in cui è fissata l’udienza al Tar per esaminare il ricorso presentato dall’ex direttivo guidato da Aldo Bonomi che si oppongono al provvedimento disposto dal ministero del Turismo guidato da Piero Gnudi.
Intanto, l’azienda organizzatrice della “corsa più bella del mondo”, come la definì Enzo Ferrari, la Mille Miglia Srl, ha annunciato che le iscrizioni alla gara sono posticipate. Una scelta legata alla necessità di consultarsi con il nuovo commissario.
E sulla gara automobilistica è intervenuta anche (con una pagina  a pagamento su Repubblica) la casa svizzera di gioielli ed orologi Chopard che, con una nota, ha ribadito di essere sponsor dall’evento da un ventennio “Condividendone i valori di tradizione e di sportività e apprezzandone l’italianità”.
Una precisazione forse legata alle voci che si erano sollevate tempo fa su un presunto “scippo” che la casa elvetica voleva compiere ai danni della corsa bresciana.
Sui legami tra Chopard e direttivo Aci guidato da Aldo Bonomi  era stato anche presentato un esposto  presentato in Procura dall’ex direttore dell’ Ac Brescia Giorgio Ungaretti (in carica dal novembre 2007 fino al 31 ottobre 2010) nel quale l’ex numero uno dell’ente bresciano, Bonomi, viene accusato di avere siglato contratti illegittimi con l’ azienda elvetica che produce gioielli e orologi di lusso, sponsor della manifestazione automobilistica.
Nell’esposto firmato da Ungaretti si contestano una serie di “iniziative viziate e pericolose per l’Ente che avevo  inutilmente cercato di contrastare (…). I fatti cui mi riferisco”, scrive Ungaretti nella denuncia, “sono relativi al fatto che il Presidente (Aldo Bonomi, ndr.) ha firmato due contratti, di rilevante contenuto per l’Ente, senza che ne avesse legittimazione, poichè il Consiglio non gli aveva mai conferito un mandato, neppure di tipo generico… In compenso”, prosegue il testo dell’esposto, “egli ha dichiarato esplicitamente il falso, nell’ambito del contratto firmato con la ditta Chopard di Ginevra, nel momento in cui ha dichiarato falsamente di essere provvisto dei necessari poteri di firma e di impegno”.
Una “svendita” al miglior offerente che secondo i vertici di Chopard non c’è mai stata.
Non solo, nella pagina pubblicata su Repubblica, la casa di orologi svizzera precisa che “non vi è mai stato né v è tuttora alcun interesse, né alcuna esperienza, né alcuna ambizione da parte di Chopard ad organizzare, controllare o gestire l’evento Mille Miglia in Svizzera o altrove”. Non solo, viene rimarcato che “Chopard ha collaborato in totale trasparenza e fiducia, per oltre 20 anni, con AC Brescia, nelle persone dei commissari, dei presidenti e delle compagini che via via si sono succedute”.
Sul commissariamento dell’ente bresciano, l’amministratore delegato di Chopard Italia, Davide Traxler, ha commentato che l’auspicio è quello che “il Ministro Gnudi recepisca la relazione del commissario Grimaldi, prendendo altresì atto di quanto ha già avuto modi di affermare lo stesso Tar di Brescia, circa l’inopportunità del commissariamento di AC Brescia, evitando derive clientelari e forzature politiche evocate da alcune parti interessate (…)”.
Per Chopard si è trattato di “una campagna di disinformazione mirata” e l’azienda elvetica “si riserva di assumere tutte le iniziative più opportune, nelle varie sedi competenti, per tutelare l’immagine, il buon nome e i diritti di Chopard”.
In conclusione, nella nota a firma di Traxler viene espressa la fiducia che “lo spirito e la tradizione di sportività della Mille Miglia prevarranno su eventuali e sporadiche ambizioni o interessi individuali”.

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