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Arresto Zambetti: “Stop abbattimento Tintoretto”

Dopo l'arresto dell'assessore Zambetti, per il consigliere Pd Bragaglio "si deve fermare il procedimento per una verifica dei rischi di inquinamento".

(red.) Non c’è solo il candidato sindaco di Brescia Marco Fenaroli a chiedere che il Piano edilizio per San Polo venga rivisto a seguito dell’arresto dell’assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, accusato di intrecci politico-mafiosi con la ‘ndrangheta e finito in manette mercoledì mattina a Milano.
Anche il consigliere de Pd in Loggia Claudio Bragaglio è intervenuto sulla vicenda con una nota in cui richiama l’attenzione soprattutto sul previsto abbattimento della Torre Tintoretto nel quartiere a Sud Est della città.
“Con l’arresto dell’assessore regionale alla casa, Domenico Zambetti”, si legge nella nota stampa dell’esponente democratico bresciano, “si ingigantiscono i problemi  per la Giunta Formigoni, che ha di fronte a sé solo lo sbocco delle dimissioni immediate del Presidente  e lo scioglimento del Consiglio. La motivazione è infamante: compravendita di voti con la  ’Ndrangheta. Ciò pone giganteschi problemi di ordine generale. Ma, nondimeno”, aggiunge Bragaglio, “si pone nello specifico anche un problema che potrebbe riguardare in modo   inquietante anche il Comune di Brescia. Mi riferisco alla contestata vicenda dell’abbattimento della torre Tintoretto”.
“Da mesi”, spiega il consigliere in loggia, “la vicenda dell’abbattimento si era sostanzialmente arenata di fronte ai molteplici problemi emersi in corso d’opera, alle enormi difficoltà di bilancio ed alla emergenza sfratti. In sede di Commissione (09.07.12) l’assessore Bianchini aveva reso esplicito che era possibile valutare anche l’eventualità dell’alienazione, e quindi non dell’abbattimento, della torre Tintoretto. Ma a distanza di alcuni giorni, proprio a seguito d’un incontro di Aler e del Comune con l’assessore Zambetti, si è capovolta la situazione. Zambetti voleva l’abbattimento subito e a tutti i costi. Bianchini, cambiando posizione, si è adeguato e la disponibilità, secondo lui, avrebbe potuto riguardare la sola Torre Cimabue, ma non la Tintoretto”.
“Ma troppe cose non quadravano”, attacca Baragaglio. “Nei contatti avuti con responsabili Aler e del Comune avevo registrato la conferma di una sorprendente determinazione dell’assessore Zambetti che, a fronte delle problematiche  e delle difficoltà che gli erano state sottoposte, aveva contrapposto la volontà di una accelerazione, destinata a produrre al Comune molti problemi, sia di ordine economico che organizzativo. La cosa aveva suscitato grande sorpresa, visto che Zambetti non aveva mai mostrato particolare interesse per Brescia”.
“Di fronte alla notizia dello scambio dei voti nasce immediato l’interrogativo, che la magistratura ci auguriamo possa appurare. Fin dove può essersi spinto tale scambio con la ’Ndrangheta? Ha riguardato solo i suoi voti di preferenza o anche possibili giri di affari e di inquinamento malavitoso, collegati ad operazioni immobiliari, allo smaltimento di materiali di demolizione o quant’altro?” sono gli interrogativi sollevati dal consigliere del Partito Democratico.
“Nell’incertezza della risposta che potrà venire dalla Magistratura risulta comunque indispensabile una grande prudenza ed il massimo di attenzione per quanto riguarda tutto ciò che potrebbe esporre l’Amministrazione comunale a questi possibili e gravi rischi. L’accelerazione sulla vicenda Tintoretto e sul suo abbattimento, preteso da Zambetti, a fronte di numerose perplessità e di problemi fatti presenti da Aler e Comune fa nascere qualcosa più d’un interrogativo” secondo Bragaglio. “Per questo il Comune si deve mettere nella condizione di esercitare il massimo della tutela, di effettuare tutte le verifiche necessarie, anche al fine di riconsiderare quella sorprendente accelerazione, fatta ad agosto, per l’abbattimento della Torre Tintoretto, immotivatamente  impressa dall’assessore Zambetti. Che a suo giudizio, contrariamente a quanto sostenuto dall’assessore Bianchini, doveva immediatamente estendersi anche alla Torre Cimabue”.
Per Bragaglio “è assolutamente indispensabile fermare immediatamente tutte le procedure amministrative in atto, per poter verificare come Comune  l’esistenza o meno di rischi di inquinamento e di impropri affidamenti fatti a livello regionale. Verifiche fatte seriamente e con tutti i tempi necessari, finalmente liberati, dopo il suo arresto, dall’assillo pressante di Zambetti”.

 

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