Scuolabus, i rom pronti a pagare a rate

Daranno anche l'anticipo su quest'anno in cambio del ripristino immediato del servizio da parte del comune. La Cgil: "Ci sembra un compromesso ragionevole".

(red.) Rateizzazione dei debiti pregressi relativi allo scorso anno scolastico, pagamento dell’acconto previsto per quest’anno ma ripristino immediato del servizio di trasporto scolastico per i bimbi. È questo quanto chiedono i rom e i sinti dei campi di via Borgosatollo e via Orzinuovi che martedì si sono riuniti in assemblea dopo che il comune ha sospeso il servizio di scuolabus.
“Mi sembra una richiesta ragionevole”, ha sottolineato Damiano Galletti, segretario generale della Cgil di Brescia, “che riporterebbe la questione su un binario di maggiore saggezza. L’amministrazione tira fuori il problema dei mancati pagamenti (in alcuni casi vecchi di anni) a sei mesi dalle elezioni, delegando peraltro la gestione della stessa non all’assessore ai Servizi sociali Maione o a quello alla Pubblica Istruzione Arcai, come sarebbe lecito attendersi, ma all’assessore alla sicurezza Rolfi”.
In questi giorni, secondo il segretario della Camera del Lavoro “si è potuto verificare lo stato di pericolosità a cui sono costretti i bimbi dei due campi, in particolare quelli di via Borgosatollo. Strade insicure, senza marciapiedi, con auto e camion che passano a grande velocità”.
“Non è pensabile che i bimbi possano raggiungere le loro scuole in quelle condizioni per tutto l’anno scolastico, è necessario ripristinare immediatamente il servizio di trasporto”, ha aggiunto. “E per il resto bisogna anche prevedere che ai bimbi delle materne venga garantito l’accesso a scuola. La circolare che invita le insegnanti a lasciare a casa i bambini che non sono iscritti al servizio mensa è un’inutile cattiveria, di cui sicuramente non avevamo bisogno e argomentazioni del tipo ‘la materna non è obbligatoria’ sono decisamente fuori luogo: come è stato detto e ripetuto dai tanti rappresentanti di associazioni intervenuti negli ultimi giorni, il primo canale di apprendimento della lingua, socializzazione e inclusione passa dalla scuola, materna o obbligatoria che sia. La discussione deve partire da qui, e su questo noi siamo disposti ad aprire un confronto”.

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