Loggia: “I Rom? Hanno ricevuto la dote scuola”

Dalla Regione le famiglie hanno preso 7.400 euro, ma non hanno ripianato i debiti: 140mila euro accumulati in 5 anni. Il Comune: "Trattiamo tutti allo stesso modo".

(red.) Sulla questione dei bambini rom, il Comune spiega la sua versione.
“La sospensione di servizi scolastici non obbligatori”, replica la Loggia con una nota, “non è finalizzata a penalizzare uno specifico gruppo di persone. L’amministrazione si è limitata a trattare le famiglie nomadi nello stesso modo in cui vengono trattati tutti i cittadini bresciani, senza alcun privilegio e senza alcuna penalizzazione mirata”. Le regole, insomma, valgono per tutti, e chi non le rispetta se ne assume le conseguenze.
“Il motivo che ha portato a questa decisione è il mancato pagamento che da diversi anni i nomadi perpetuano nonostante usufruiscano di determinati servizi, rifiutandosi inoltre di prendere in considerazione un eventuale piano di rateizzazione e rientro del debito proposto dal Comune”. Ma c’è di più.
“Ulteriore elemento che ha portato l’amministrazione a sospendere il servizio è il fatto che quest’anno alle famiglie nomadi residenti a Brescia, Regione Lombardia ha erogato una Dote Scuola complessiva di 7.400 euro: di questi, non un solo euro è stato versato da parte delle famiglie al Comune per tentare di ripianare, anche solo parzialmente, il debito nei confronti della comunità”.
Un debito che ammonta a 140mila euro, accumulato negli ultimi 5 anni nei confronti del Comune.  “Di fronte a un comportamento di questo tipo”, prosegue la nota, “l’amministratore comunale ha ritenuto opportuno di non dover trattare nello stesso modo coloro che non pagano i servizi e coloro, italiani o stranieri, che invece versano il dovuto fino all’ultimo centesimo: significherebbe minare la logica stessa che regge la convivenza della comunità. Si è deciso dunque di privilegiare il rispetto delle regole e di mandare un messaggio di serietà a tutti i bresciani”.
Nelle prossime settimane si cercherà di individuare, all’interno dei campi nomadi, chi vive in condizioni di reale miseria e chi invece può fare lo sforzo di pagare: solo a quel punto sarà eventualmente possibile ammettere ai servizi coloro che veramente hanno assoluta necessità, “evitando di premiare la furbizia degli approfittatori”.
Per il servizio di trasporto, le domande sono 72,  di cui 20 bambini della scuola d’infanzia (sono state accolte 5 domande, trattandosi di prime iscrizioni) più 52 di scuola elementare e media (tutte respinte). Per  la mensa, le domande di iscrizione al servizio sono 26: “essendo tutti debitori, nessuno è stato ammesso”.

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