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Aci, Rolfi: “Non difendo interessi particolari”

Il vicesindaco risponde agli onorevoli dell'Idv, che hanno chiesto al ministro Gnudi di continuare il commissariamento. "Brescia non sia succursale di Roma".

(red.)  “Non difendo interessi economici particolari, non siedo in consigli di amministrazione né difendo gli interessi di qualche imprenditore, queste cose le lascio fare a Zipponi.
Così come non ho l’abitudine di cambiare casacca ad ogni stagione come l’allegra coppia dell’Idv”. Questo il commento del vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi, in risposta alle pesanti dichiarazioni dei rappresentanti dell’Italia dei Valori On. Gianpiero De Toni e Maurizio Zipponi.
Semplicemente”, ha proseguito Rolfi, “mi limito a evidenziare che non sussistono oggi ragioni per proseguire un commissariamento che anche l’attuale commissario ha certificato inutile e che mortifica l’Aci Bresciana tutta, a prescindere di chi è il presidente.
Brescia non è e non deve diventare la succursale dell’Aci Roma, né tanto meno la nostra corsa, la Mille Miglia, tradizione e patrimonio della nostra comunità, deve diventare una questione romana, come invece taluni esponenti politici probabilmente vorrebbero”.

 

 

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