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Tassa di soggiorno? “Scelta miope”

E' la posizione espressa dai 270 albergatori bresciani riuniti nell’Asshotel Confesercenti, che dicono "no" all'imposta. "Disincentiva il turismo".

(p.f.) La tassa di soggiorno? Una scelta miope, che soffocherà il turismo bresciano. Lo sostengono i 270 albergatori bresciani riuniti nell’Asshotel Confesercenti, che a quell’imposta scellerata dicono “no”.
Ad infiammare gli animi è soprattutto la decisione dei comuni gardesani di introdurre l’imposta. Il balzello riguarderebbe i turisti che arrivano in provincia da aprile ad ottobre (mesi in cui sul Garda arriva il 95% dei turisti) e che oscillerebbe dai 0,50 ai 2 euro. “Diciamo no”, ha spiegato Marco Polettini, presidente Asshotel, “perché è una tassa che disincentiva il turismo”.
Calcolatrice alla mano, per una famiglia che soggiorna sul lago, la tassa di soggiorno si tradurrebbe in un aumento del costo del 5-7%. Un sovrapprezzo che però si potrebbe evitare scegliendo di soggiornare nei Comuni, e questa è l’altra preoccupazione degli albergatori, che hanno già deciso di non applicare la tassa, da quelli della provincia di Trento a Limone e Tremosine nel bresciano o Lazise e Malcesine nel veronese. “Anche queste amministrazioni hanno problemi finanziari”, ha sottolineato Paolo Bertini, vicepresidente Asshotel Brescia, “eppure hanno fatto una scelta virtuosa, cioè non penalizzare la loro risorsa principale, il turismo. E potranno anzi arrivare sul mercato con uno straordinario vantaggio competitivo: essere territori tax-free”.
Insomma, per gli albergatori, già strangolati da Iva e burocrazia, la tassa sul turismo non s’ha da fare. Sul breve periodo, stando alle stime delle presenze turistiche sul Garda del 2010, e ammettendo una tassa di soggiorno di 0,75% di media, in totale i comuni rivieraschi porterebbero a casa 4,3milioni di euro. Il grosso arriverebbe a Sirmione, che, secondo la proiezione di Asshotel, guadagnerebbe 740mila euro; a Desenzano, in cassa arriverebbero 490mila euro.
“Se almeno partisse dal 2013, potremmo parlarne. Ma se la tassa parte già dal 2012”, ha sottolineato Bertini, “si troveranno a pagarla gli albergatori, perché i contratti con i tour operator per il prossimo anno sono stati già sottoscritti. Chi avrà il coraggio di presentare un conto più salato ai turisti? Inoltre, non abbiamo nessuna garanzia che questi soldi saranno reinvestiti nel turismo”.
La preoccupazione è anche per l’eco mediatica che la vicenda potrebbe avere all’estero. “I giornali stranieri”, ha commentato Stefano Boni, coordinatore Asshotel, “non aspettano altro che gli italiani facciano qualche errore. Non possiamo permettere di bruciare la reputazione del Garda all’estero”.
Gli albergatori si rivolgono dunque ai comuni che devono dare l’ok alla tassa, e alla Provincia, che fino ad ora è rimasta fuori dal gioco ma che dovrebbe avere per lo meno una funzione di coordinamento. “Ben altri sono i provvedimenti che si devono adottare”, ha concluso Boni, “per favorire il turismo. Abbiamo bisogno di interventi di valorizzazione, non di misure che deprimano le potenzialità”.

 

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