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Permessi di soggiorno, attese più brevi?

Il nuovo responsabile dell'area Immigrazione della Prefettura, Gabriella Mucci, ha promesso che verrà implementato il numero del personale.

(c.p) Passo in avanti nella consegna dei permessi di soggiorno per quanti hanno visto riaprire le proprie pratiche dopo la sentenza del Consiglio di Stato e la successiva circolare ministeriale.
La notizia arriva dai legali dell’associazione “Diritti per tutti” dopo l’incontro avvenuto con il nuovo responsabile dell’area Immigrazione della Prefettura di Brescia, la dottoressa Gabriella Mucci, da pochi giorni arrivata negli uffici di via Lupi di Toscana.
“Verrà implementato il numero del personale che allo Sportello unico della Prefettura vaglierà le domande”,  ha spiegato l’avvocato Sergio Pezzucchi, “questo è un primo passo importante per velocizzare l’andamento delle pratiche. Saranno almeno 500 le domande che verranno prese in considerazione e i primi appuntamenti con i migranti che chiedono l’emersione sono già iniziati nei giorni scorsi”.
Due i momenti prima di ottenere il sospirato documento. “In una prima fase i migranti e i loro datori di lavoro saranno chiamati per compilare i moduli necessari e per consegnare i documenti necessari per la sanatoria”, ha puntualizzato l’avvocato Manlio Vicini, “quindi in una successiva convocazione verrà siglato il vero e proprio contratto di lavoro. La possibilità di permesso di soggiorno resterà anche per quelli che due anni fa avevano presentato regolare domanda ma che successivamente hanno perso il lavoro”.
“Anche in questo caso il datore di lavoro sarà convocato”,  ha chiarito Pezzucchi, “se riterrà di riassumere il migrante la pratica proseguirà per permettere di conseguire il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Se invece non vorrà più assumerlo, al migrante in regola con gli altri documenti e senza reati ostativi all’emersione sarà consegnato un permesso di soggiorno temporaneo semestrale per consentirgli di trovare una nuova occupazione. Lo stesso potrà valere anche per quanti sono stati espulsi per il cosiddetto reato di clandestinità nonostante avessero presentato la regolare domanda di emersione”.
Sabato pomeriggio, a partire dalle 15.30 in piazza Rovetta, è previsto un nuovo presidio per tenere alta l’attenzione sulla questione in vista della manifestazione del prossimo 12 novembre che partirà alle 15 da piazza Loggia per attraversare la città.

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