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“Castello, quali cure per le mura?”

Per il blog parlaBrescia.it "manca un programma pluriennale di interventi" da parte dell'amministrazione. Lanciata l'idea di un gruppo di "Amici delle mura".

(red.) Come stanno le mura del Castello di Brescia? Male, secondo il blog “parlaBrescia.it” che, attraverso documentazione fotografica, sul suo sito, evidenzia le criticità della parete nord dell’antico manufatto, sottolineando che la struttura è stata “recentemente soggetta a costose opere di manutenzione straordinaria per ripulirla e proteggerla dalla vegetazione”, ma che “a pochi mesi di distanza è già invasa da nuova vegetazione”.
“La stessa immagine”, riferisce il sito web che fa capo al gruppo Officina della città, “può valere per i bastioni di Spalti San Marco o per le mura del Parco dell’Acqua o per quelle di via Turati”.
“Lavori fatti una tantum, secondo il blog, “evidentemente del tutto inutili senza un programma di manutenzione ordinaria a lungo termine, non preservano il patrimonio monumentale del Castello dal degrado e dalla progressiva rovina”. “È sufficiente andare a Bergamo per poter comprendere facilmente la differenza che corre fra le due città nella cura che esse pongono alla conservazione delle loro mura”.
Pur riconoscendo che “i recenti tagli dei finanziamenti statali agli enti locali rendono l’azione di governo della città sempre più costretta entro limiti strettissimi e difficilmente valicabili”, tuttavia viene puntato il dito contro  gli uffici tecnici del comune “numericamente e qualitativamente adeguati al patrimonio che devono gestire”. “Forse c’è da chiedersi”, sottolinea il blog, “se tali uffici, con evidenti sovrapposizioni di competenze (almeno nelle funzioni pubblicate, sui siti istituzionali, ndr.) non siano troppi, o poco coordinati, oppure se esista o meno una regia superiore che stabilisca priorità e programmi”.
Difficoltà legate a diversi fattori che, tuttavia, “se non esiste la “volontà politica” per attuare un programma pluriennale”, sottolinea il blog dell’associazione, nata nel febbraio 2008 in occasione della candidatura di Francesco Onofri a sindaco di Brescia, “ che tenga conto non solo delle nuove opere, della loro programmazione, del loro inserimento in un quadro generale di sviluppo della città (il cui ritorno di visibilità e protagonismo per chi le promuove è evidente a tutti), ma si occupi con altrettanta solerzia e interesse anche del lavoro oscuro teso a mantenere e valorizzare ciò che già abbiamo”, non è possibile effettuare una manutenzione adeguata.
“Se la coperta è corta”, viene sottolineato, “scegliere la costruzione di un posteggio sotto il castello potrebbe voler dire abbandonare al loro destino le mura che lo circondano, scegliere la costruzione del cubo bianco potrebbe voler dire abbandonare al suo destino Palazzo Avogadro, scegliere di costruire la nuova sede comunale vuol dire abbandonare (o vendere) parte consistente del patrimonio immobiliare pubblico (l’annuncio della vendita del mercato del grano docet)”.
Dal blog viene anche lanciata l’iniziativa ai cittadini bresciani, sulla falsariga dell’esempio di Bergamo dove esiste una associazione, chiamata “Amici delle mura”, che promuove iniziative “volte alla conoscenza, tutela, salvaguardia, conservazione e valorizzazione delle Mura Venete di Bergamo e del patrimonio ad esse collegato”, di costituire un gruppo con simili finalità.

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