Cgil: “Labolani, false accuse agli scioperanti”

Il sindacato chiede all'assessore di rettificare le affermazioni sul volantinaggio dei lavoratori in occasione dello sciopero. "Nessun insulto nè minacce".

(red.) Non è ancora sopita la querelle tra l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Mario Labolani e la Cgil di Brescia in merito alla giornata di sciopero generale indetto dal sindacato lo scorso 6 settembre.
In un comunicato, Funzione pubblica Cgil e il Comitato iscritti Cgil del comune di Brescia riferiscono di avere appreso “in due distinti comunicati stampa, che l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Brescia, Mario Labolani, avrebbe rilasciato alcune affermazioni, relative al volantinaggio effettuato nel giorno dello sciopero generale del 6 settembre scorso, fuori dagli uffici tecnici di via Marconi, completamente false e prive di ogni fondamento”.
“Quella mattina”, prosegue la nota sindacale, “al contrario di quanto avrebbe affermato l’Assessore Labolani, a nessuno, lavoratore o professionista, è stato “impedito di entrare al lavoro”.
“I presenti si sono limitati a distribuire un volantino”, afferma la Cgil, “e a spiegare le ragioni dello sciopero. Inoltre negli articoli è scritto che l’Assessore avrebbe affermato di essere stato oggetto di “insulti e minacce” al suo ingresso nel parcheggio degli uffici. Anche questa circostanza è completamente falsa e priva di ogni fondamento, come potrebbero serenamente testimoniare molte persone, compresi i due agenti della Digos presenti in quel frangente”.
“Chiediamo quindi all’Assessore”, conclude la nota del sindacato, “di inoltrare tempestivamente una netta e chiara rettifica delle affermazioni ad esso attribuite agli organi di stampa locali, e che questa venga pubblicata sugli organi di stampa”.

 

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