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“Caino” a chi? Scattano i controlli del Vaticano all’Angelus

I fedeli della parrocchia valtriumplina si sono presentati in piazza San Pietro con uno striscione con il nome del paese che, però, ha suscitato un curioso frainteso.

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(red.) Un “misunderstanding” da aneddoto quello avvenuto domenica 5 settembre ad un gruppo di pellegrini di Caino, in visita a Roma per assistere all’Angelus di Papa Francesco.

Il gruppo di bresciani, della parrocchia del paese della Valle del Garza, come riferisce Il Giornale di Brescia, si era recato in piazza San Pietro per il momento di preghiera, segnalando la propria presenza con un lenzuolo su cui, a caratteri cubitali, compariva, appunto, la scritta “Caino”.

Una parola che, però, ha suscitato l’attenzione della Gendarmeria vaticana che, forse, temendo che il “Caino” cui si faceva riferimento fosse il negativo personaggio biblico assassino del suo stesso fratello Abele, o che si trattasse di un messaggio in codice od offensivo, è intervenuta chiedendo di abbassare il cartellone e di chiarire il perchè di quella scritta.

Dopo avere verificato che il “Caino” citato era solamente il paese di origine dei fedeli e, dopo avere controllato le generalità del gruppetto bresciano, gli agenti hanno fatto rialzare il lenzuolo bianco.

Un fraintendimento curioso che, dopo i primi momenti di apprensione da parte dei protagonisti, entrerà a far parte dei quei racconti che si tramanderanno in paese.

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