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Più sicurezza e risparmio con Brescia “Smart City”

Passa la selezione del bando Miur il progetto cittadino che aiuterà gli abitanti ad acquisire più consapevolezza dei consumi energetici della propria abitazione.

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(red.) Brescia continua a mietere successi nel settore Smart City.
Dopo la buona posizione ottenuta nella classifica del bando Miur dal progetto “Smart Aging“, passa la selezione del bando Smart Cities, sempre promosso dal Miur, anche il progetto presentato da Università degli Studi di Brescia, ENEA, A2A, Beretta Group insieme a Cauto, Cavagna Group, STMicroelectronics e una Associazione Temporanea di PMI quali Iperelle, Teamware srl, FGE Elettronica srl, ITL srl, Delsus srl e COOP Casa, oltre che con il supporto attivo del Comune di Brescia.
L’idea progettuale si pone il proposito di integrare i dati che provengono dalla gestione delle diverse reti energetiche (termiche, elettriche, gas, acqua, illuminazione pubblica, rifiuti) con le reti sociali: il cittadino verrà coinvolto nella vita del distretto attraverso l’utilizzo di tecnologie abilitanti che permettono di acquisire consapevolezza dei consumi nella propria abitazione (termici, elettrici, acqua, rifiuti) e nel quartiere, riducendone i costi economici ed ambientali. La piattaforma integrata estenderà le sue funzionalità anche alla sicurezza dei cittadini più fragili, grazie a meccanismi di identificazione e localizzazione degli operatori impegnati nei servizi e nel sociale.
Brescia è infatti caratterizzata dalla presenza di una multi utility (ASM oggi A2A) che l’ha resa il comune con la maggior presenza di teleriscaldamento (75% circa del territorio urbano complessivo), un’estesa rete in fibra ottica, distretti di edilizia popolare con diffusa presenza di impianti per generazione distribuita (San Polino) e, in generale, un’unica realtà che copre l’erogazione di teleriscaldamento, acqua, gas, elettricità, raccolta dei rifiuti, illuminazione pubblica. Brescia si presenta quindi come il luogo ideale per progettare e poi testare le opportunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini offerte da una città “smart”: una città intelligente, una città accorta nel perseguimento degli obiettivi di crescita sostenibile e inclusiva, che diventino i veri motori di rilancio dell’economia.
“Il progetto”, commenta il Rettore prof. Sergio Pecorelli, “rappresenta una conferma della forte volontà dell’Università degli Studi di Brescia di interagire con il proprio territorio in stretta sinergia e avvalorando la fruttuosa collaborazione di lungo corso con l’amministrazione Comunale, finalizzando le proprie attività di ricerca al servizio del cittadino e del suo ambiente. Non è un caso che il nostro Ateneo abbia messo in campo gruppi di ricerca provenienti da tutte le sue quattro aree culturali”.
Secondo il Prorettore Vicario prof. Daniele Marioli “è un risultato di grande prestigio per l’Università degli Studi di Brescia, che in un settore ambizioso e selettivo come le Smart Grids va a collocarsi nell’elite nazionale accanto al Politecnico di Milano, all’Università di Bologna e all’Università di Padova. Il progetto conferma il processo di coordinamento con l’Ateneo di Bergamo, la cui componente umanistica e ingegneristica compare in subcontraenza”.
“Brescia ha le caratteristiche e le capacità per crescere in modo sostenibile”, ha sottolineato il sindaco Adriano Paroli, “coniugando nuovi servizi, opportunità di sviluppo e rete sociale, mediante nuovi strumenti tecnologici. Si tratta di connettere diverse funzioni attraverso una modalità nuova, capace di rendere efficiente, comodi e compatibili i diversi bisogni dei cittadini. Brescia diventerà città a sviluppo intelligente grazie alle eccellenze dei nostri Atenei, alle sue aziende e ai molti professionisti che con competenza stanno portando avanti un progetto importante all’interno di un settore nuovo e complesso quello dello Smart Grids”.
Il piano esecutivo verrà presentato al MIUR entro il 5 aprile prossimo per la fase di validazione definitiva e per il conseguente finanziamento, del quale l’Università degli Studi di Brescia avrà in carico una quota pari al 14% del totale progetto (€ 17.207.250,00), che servirà a finanziare l’attività di ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, coordinatore della proposta, e dei Dipartimenti di Ingegneria Meccanica e Industriale, di Ingegneria Civile, Architettura, Territorio, Ambiente e Matematica, di Economia e Management, di Giurisprudenza e di Specialità medico-chirurgiche, scienze radiologiche e sanità pubblica.

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