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Trucco e parrucco, spopola il made in China

Dal 2011 al 2012 le imprese gestite da stranieri in città sono cresciute dell'8,2%; Brescia è al secondo posto in Lombardia, dopo Milano e seguita da Bergamo.

(red.) Il parrucchiere ai tempi della crisi ha gli occhi a mandorla.
Complici i prezzi bassi (6 euro per una piega, 10 per il taglio), l’orario continuato e la  possibilità di ricevere il servizio senza prenotare, anche a Brescia è boom di saloni di parrucchieri gestiti da stranieri, in primis cinesi.
In totale, le imprese straniere del settore sono 169, di cui ben 133 di extracomunitari, su un totale di 3.127 in tutta la provincia. Dei 133, l’8,8% sono cinesi. Nell’ultimo anno, i saloni di bellezza gestiti da stranieri sono cresciuti dell’8,2%, in linea col trend nazionale dell’8,4%, ma al di sotto del tasso di crescita regionale, del 12,9%.
In totale, in Lombardia i parrucchieri stranieri sono 1.200, pari al 5,3% del totale. Nella classifica regionale, Brescia è al secondo posto dopo Milano e prima di Bergamo.

 

 

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