‘I fratelli Zanardelli’, all’Ateneo di Brescia il volume che racconta la famiglia di Giuseppe Zanardelli
La vicenda degli Zanardelli diventa così una vera e propria microstoria della borghesia bresciana tra Restaurazione, Risorgimento e Italia unita.
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Brescia. Sarà presentato venerdì 18 settembre, alle ore 17,00, nella sede storica dell’Ateneo di Brescia a Palazzo Tosio, il volume ‘I fratelli Zanardelli’. Formazione culturale e professionale di una famiglia borghese. Opera di Alessandro Bertoli e Daniele Montanari, pubblicato dalle Edizioni Torre d’Ercole con prefazione di Sergio Onger. L’incontro rientra nel programma delle manifestazioni promosse dal Comitato per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Zanardelli (1826-2026). Alla presentazione interverranno gli autori Alessandro Bertoli e Daniele Montanari e l’editore Angelo Brumana.

► Il libro propone una prospettiva nuova sulla figura di Giuseppe Zanardelli, tra i maggiori protagonisti dell’Italia liberale, ricordato come giurista, patriota, parlamentare, ministro e presidente del Consiglio. Al centro della ricerca, però, non c’è soltanto lo statista già ampiamente studiato, ma soprattutto la rete di relazioni familiari, i percorsi educativi e le strategie di promozione sociale che contribuirono a costruirne valori, competenze e visione politica.
La ricerca nasce da un sistematico lavoro sulle “Carte Zanardelli”, conservate presso l’Archivio di Stato di Brescia. Attraverso la vasta corrispondenza familiare è possibile seguire dall’interno, lungo diversi decenni, la vita della famiglia: gli studi, le professioni, i rapporti affettivi, le difficoltà economiche, le scelte politiche e religiose. Un’ampia appendice documentaria restituisce inoltre direttamente le voci dei protagonisti e mette a disposizione degli studiosi una significativa selezione di documenti inediti.
► Ne emerge il ritratto di una famiglia borghese al tempo stesso ordinaria e singolare, profondamente convinta dell’importanza dell’istruzione. Il padre Giovanni, ingegnere dell’amministrazione asburgica, e la madre Margherita Caminada investirono nella formazione degli undici figli, mentre altri tre morirono prematuramente. Maschi e femmine furono coinvolti in un percorso educativo che si sviluppò in un periodo storico segnato dalla Restaurazione, dalle rivoluzioni del 1848, dall’Unità d’Italia e dalla lenta costruzione delle nuove classi dirigenti nazionali. «Collo studio si può far tutto», ricordava Margherita al primogenito nel 1860, sintetizzando una convinzione destinata a segnare profondamente la famiglia.
Accanto a Giuseppe, il «Pino» delle lettere, adolescente brillante ma fragile durante gli anni trascorsi nel Regio Convitto di Santa Anastasia a Verona, il volume restituisce autonomia e spessore anche ai fratelli e alle sorelle. Carlo fu patriota e magistrato militare, protagonista di una vicenda tragica; Giannantonio divenne speziale in Val di Non; Egidio fu il discreto custode degli equilibri domestici. Ferdinando e Cesare intrapresero la professione di ingegnere, mentre Martina rappresentò una presenza silenziosa e coesiva all’interno della famiglia.
► Anche le figure femminili emergono con maggiore chiarezza dalle carte. Virginia fu dapprima coinvolta nella raccolta di fondi per l’impresa dei Mille e successivamente divenne Ancella della Carità. Ippolita partecipò invece alle opere assistenziali cittadine e rimase particolarmente vicina a Giuseppe durante gli ultimi giorni della sua vita.
Le diverse traiettorie dei fratelli Zanardelli mostrano come da una comune matrice educativa potessero svilupparsi professioni, orientamenti e sensibilità molto differenti. La famiglia comprendeva laici e massoni, ma anche donne consacrate e figure impegnate nel cattolicesimo sociale, senza che queste differenze compromettessero una profonda unità familiare.
La vicenda degli Zanardelli diventa così una vera e propria microstoria della borghesia bresciana tra Restaurazione, Risorgimento e Italia unita. Attraverso le esperienze dei singoli componenti della famiglia, il volume offre una chiave concreta per comprendere il rapporto tra istruzione, mobilità sociale, professioni liberali e costruzione dell’identità politica nell’Italia dell’Ottocento.
Inserita nel calendario delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Giuseppe Zanardelli, la presentazione di Palazzo Tosio invita dunque a superare l’immagine monumentale dell’uomo pubblico per riscoprirne le radici private. La biografia dello statista acquista infatti una maggiore profondità quando viene ricollocata nel mondo di affetti, sacrifici, ambizioni e fragilità che ne accompagnò la formazione.
► Sarà inoltre possibile seguire Q U I l’incontro da remoto.
♦ Ateneo di Brescia. Accademia di scienze, lettere e arti. Via Paolo Tosio 12 Brescia. Tel 030.41006 – Mail: ateneobs@ateneo.brescia.it – Sito www.ateneo.brescia.it








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