Restauro Teatro Romano, il ministro Giuli conferma l’impegno del Governo nel finanziamento
Il progetto riguarda il complesso costituito dall’edificio teatrale e dall’adiacente Palazzo Maggi Gambara, con l’obiettivo di restituire piena continuità spaziale e funzionale al sito monumentale, anche grazie agli scavi archeologici attualmente in corso.
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Brescia. In occasione della cerimonia per il bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha confermato l’impegno a finanziare l’intervento di recupero, restauro, valorizzazione e rifunzionalizzazione del Teatro romano e di Palazzo Maggi Gambara, nell’ambito del Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”.
L’annuncio del ministro rappresenta un passaggio di straordinaria importanza per un progetto atteso da decenni e segna un decisivo avanzamento nel percorso che porterà al completo recupero di uno dei complessi archeologici e monumentali più significativi del patrimonio culturale nazionale.
Nelle prossime settimane è attesa la formalizzazione del provvedimento ministeriale e del relativo decreto, che definiranno nel dettaglio modalità, tempi e contenuti del finanziamento annunciato.
L’intervento punta a coniugare tutela archeologica, accessibilità e nuova fruizione pubblica del sito, prevedendo il pieno recupero del teatro come monumento archeologico, il miglioramento dell’accessibilità per i visitatori e il riutilizzo funzionale degli spazi per attività culturali e spettacoli dal vivo, in coerenza con il piano strategico della cultura promosso dal Comune di Brescia. Il progetto consentirà, inoltre, di rafforzare il ruolo del Teatro romano come spazio pubblico attivo nella vita culturale e sociale della città, completando il lungo percorso di valorizzazione dell’area monumentale di Brixia romana.
Gli interventi hanno avuto inizio nell’ottobre 2025 e sono stati conclusi l’8 luglio 2026.
Il Comune di Brescia sta, inoltre, sviluppando il progetto di studio, restauro e rifunzionalizzazione inclusiva del Teatro e del piano terra del corpo settentrionale di Palazzo Maggi Gambara, finalizzato alla creazione di nuovi spazi di servizio e integrato con il più ampio programma di riqualificazione del complesso. L’intervento rientra nel progetto “La legacy di Capitale Cultura: un piano strategico di welfare culturale. Dal Teatro Romano di Brixia ai quartieri”, sostenuto da Fondazione Cariplo attraverso il bando Emblematici Maggiori 2024 con un contributo di 5,2 milioni di euro. Negli ultimi anni il progetto ha raccolto il sostegno di Regione Lombardia, della Camera di Commercio di Brescia e di A2A, che hanno contribuito alle attività di studio, progettazione e sviluppo del percorso di valorizzazione del complesso monumentale.
Il contesto monumentale
Il Teatro romano e Palazzo Maggi Gambara occupano una posizione centrale all’interno dell’area archeologica di Brixia romana e del Museo di Santa Giulia, sito riconosciuto Patrimonio Mondiale Unesco dal 2011.
Negli ultimi anni il sistema monumentale di Brixia è stato interessato da un ampio programma di tutela, valorizzazione e accessibilità che ha visto, tra gli interventi principali, la riapertura del Capitolium, la valorizzazione del Santuario repubblicano e la realizzazione del Corridoio Unesco, inaugurato nel 2023, che collega il Parco archeologico di Brescia romana e il Museo di Santa Giulia, garantendo accessibilità e fruizione gratuita degli spazi monumentali.
Il recupero del Teatro romano rappresenta oggi il completamento di questo percorso, con l’obiettivo di restituire pienamente alla città uno dei suoi luoghi storici più significativi, rafforzandone la funzione culturale, civica e urbana.
La sindaca Laura Castelletti ha parlato di un risultato «il frutto di un lavoro costruito nel tempo, attraverso la collaborazione tra istituzioni, enti culturali e partner pubblici e privati che hanno condiviso un obiettivo ambizioso: restituire pienamente alla comunità uno dei luoghi più significativi della sua storia». E ha aggiunto: «il finanziamento è un traguardo straordinario, un passaggio storico, atteso da decenni, reso possibile da un dialogo costante e proficuo con il Ministero della Cultura, nel quale abbiamo trovato ascolto, visione e la capacità di riconoscere non solo il valore eccezionale del nostro patrimonio storico e archeologico, ma anche la credibilità del percorso che la città ha costruito in questi anni».






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