Val Camonica capitale della Cultura 2029, quali sono i propositi per la valorizzazione della valle
Le dichiarazioni dopo la proposta unanime di candidare la valle bresciana. Già si disegnano le prime idee sulla possibile interazione fra i comuni. Parlano Maione, Del Bono, Cominelli e Vizzardi.
Più informazioni su

Lombardia. A seguito dell’approvazione il 14 aprile in maniera unanime della proposta per la Val Camonica come capitale della cultura 2029, il progetto si mette ora in moto per continuare l’iter della candidatura.
“È un riconoscimento al valore di un territorio di montagna che da sempre vive di cultura: dalle incisioni rupestri alle testimonianze romane, dai borghi ai cicli pittorici del Romanino che hanno segnato in modo indelebile l’identità della valle”, così commenta l’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione.
“La scelta di sostenere una capitale diffusa, che coinvolge 40 comuni, valorizza un modello che mette al centro comunità, paesaggi e patrimoni diversi, unendo in un’unica visione i quarantuno centri della valle. È un incoraggiamento a proseguire un percorso che trasforma la storia millenaria della Valle Camonica in una piattaforma contemporanea di cultura, innovazione e coesione territoriale”.
Anche il vicepresidente del consiglio regionale Emilio Del Bono e la consigliera del Pd Miriam Cominelli, firmatari dell’atto, sottolineano l’importanza di valorizzare un’esperienza “diffusa” che estende il coinvolgimento a un intero territorio e prevede, in occasione del cinquantesimo anniversario del Sito Unesco.
“L’esperienza di Mantova, Bergamo e Brescia”, afferma Del Bono, “conferma come il titolo sia uno straordinario volano per i territori e porti con sé la costruzione di un sistema di relazioni che diventa strutturale nel tempo”.
“Per la Lombardia sarebbe motivo di orgoglio, la Valle Camonica è un’area ricca di cultura, è la prima zona della regione a essere stata abitata dall’uomo. Non a caso il simbolo della Lombardia è proprio la rosa camuna” prosegue la consigliera Cominelli.
Conclude il consigliere del gruppo misto Massimo Vizzardi: “Il fatto che il Consiglio Regionale abbia approvato all’unanimità questo atto dimostra quanto il territorio creda in questo progetto.
È stato fatto un lavoro condiviso, che ha visto coinvolti tutti i consiglieri bresciani, arrivando a un testo unitario e senza divisioni: un segnale politico forte a sostegno della candidatura”.








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.