Settembre al Bistrò popolare: doppio evento targato Rinascita

Giovedì alle 17 «Padania Blues» (Sem) di Nadia Busato. Venerdì 18 (ore 18) ospite Laura Campiglio, autrice di «Caffè Voltaire».

(red.) Settembre al Bistrò con Nuova libreria Rinascita prosegue questa settimana con un doppio appuntamento. Giovedì 17 alle 18 nel giardino all’aperto del Bistrò popolare di via Industriale, a Brescia, viene presentato «Padania Blues» (Sem) di Nadia Busato. Venerdì 18 (ore 18) ospite di Nlr e del Bistrò sarà invece Laura Campiglio, autrice di «Caffè Voltaire». Busato indaga la provincia padana, Campiglio il lavoro liquido e la politica evanescente. Il racconto di una generazione. Per entrambi gli appuntamenti è vivamente consigliata la prenotazione su eventbrite.it


Padania Blues

Prende le storie di cronaca, le rielabora e le trasforma. Lo aveva fatto con «Non sarò mai la brava moglie di nessuno», ballata su Evely McHale, l’impiegata ventenne che nel 1947 si buttò dall’ultimo piano dell’Empire State Building. Lo fa anche con l’ultimo «Padania Blues» (Sem, 272 pagine, 16 euro), dove la protagonista è una Barbie di provincia. Siamo nel Nord iperproduttivo, soldi e ancora soldi, che non si ferma mai (nemmeno quando c’è una pandemia, potrebbe osservare qualcuno). Barbie è parrucchiera, sogna Milano, ha la provincia dentro, vuole il seno nuovo e la messa in piega perfetta. Una notte la tranquillità di Ogno viene interrotta da un incendio devastante. Com’è stato possibile che in un’isola di sicurezza e benessere sia successo un evento così inatteso? Tocca proprio a Barbie, al risveglio dal coma, svelare i segreti nascosti del paese. Dove gli uomini lavorano e si fanno la guerra, le donne li sposano e li sopportano. Il libro si ispira alla cronaca vera, sale di tono e si trasforma in ballata, proprio come un blues. La violenza delle relazioni sullo sfondo, i sogni che si infrangono sull’uscio del paese, il riscatto di una donna che può contare solo su sé stessa. «L’effetto che volevo ottenere – spiega l’autrice – è quello di un “after image”. Hai presente quelle immagini da illusione ottica in cui fissi un punto per qualche secondo e poi improvvisamente riesci a vedere qualcosa che, a prima vista, non notavi? Ecco: qui il gioco è precipitare il lettore dentro le giornate della protagonista, conoscere i suoi sogni, stare ostinatamente dalla sua parte pur senza amarla. E fissando solo il suo punto di vista, smarrirsi completamente».

Caffè Voltaire
Voleva fare la presidente della Repubblica ma a 35 anni si arrangia tra sette o otto lavoretti. Tutti pagati poco ma che assieme fanno (quasi) uno stipendio. Lei è Anna Naldini, la protagonista di Caffè Voltaire (Mondadori, 2020) di Laura Campiglio, giornalista free lance, autrice della feroce e deliziosa rubrica «Al posto del cuore» di Cronaca Vera, acuta e pungente. Il libro è una storia di precariato, di politica liquida che più non si può (la protagonista riesce a collaborare per due quotidiani di fazioni opposte), di Anna e del suo rapporto con l’amatissimo nonno Pietro. Convinto, il nonno, in una delle impareggiabili pillole di saggezza così fuori dal tempo eppure così attuali, «che se un lavoro non si può definire con un’unica parola, possibilmente italiana, e soprattutto se non ti permette di pagare un mutuo, allora non è un lavoro vero». Il libro corre lungo il binario della leggerezza ma non è leggero. Anna, è piena di paure, sceglie non scegliere, rinvia, tergiversa. Caffè Voltaire si occupa di lavoro, di amicizie, di politica. Il precariato che da condizione economica diventa esistenziale, che può dare libertà inattese ma è foriero di possibili grandi solitudini. Le amicizie sono profonde ma traballanti. E la politica? «Noi possiamo anche non occuparci di politica – spiega l’autrice – ma la politica finirà comunque per occuparsi di noi: tanto vale tentare di capirci qualcosa, anche se a volte è faticoso». Di fondo c’è tanta fragilità. Può essere dolorosa, ma esserne consapevoli dà forza, solidarietà ed empatia. E poi c’è il caffè Voltaire e il suo popolo stralunato. Come tutti i bar della penisola.

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