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Bs Bg 2023, le fasi della candidatura a Capitale italiana della Cultura foto

Dopo l'annuncio di ieri, ora la fase operativa con un comitato ristretto, un dossier di eventi e un'idea comune.

(red.) Ieri, venerdì 15 maggio, la presentazione condivisa dell’annuncio, ma ora si dovrà passare alla fase operativa. Brescia e Bergamo, i due paesi confinanti e più colpiti della pandemia da coronavirus hanno annunciato di voler candidarsi insieme a Capitale italiana della Cultura nel 2023. Un messaggio lanciato dal sindaco bresciano Emilio Del Bono – il Comune stava già lavorando alla candidatura – che anche il primo cittadino bergamasco Giorgio Gori ha raccolto con entusiasmo. Ora i due paesi saranno chiamati a lavorare a un dossier sui programmi e sui contenuti coinvolgendo le piccole e grandi realtà culturali, così come quelle pubbliche e private.

Un programma che coinvolgerà in primis gli assessori alla Cultura di Brescia Laura Castelletti e di Bergamo Nadia Ghisalberti. Dopo l’annuncio di ieri, ora i due paesi avranno tempo tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 per presentare la candidatura. Nello stesso momento sarà lanciato un comitato ristretto chiamato proprio a scrivere il dossier e che una giuria del Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo valuterà. In quel piano dovranno essere contenuti tutti gli eventi previsti nel corso del 2023, la sostenibilità economico-finanziaria e gli obiettivi, basati su un’idea centrale con cui accomunare i due paesi.

Un annuncio, quello di una candidatura condivisa, che piace al mondo politico regionale e nazionale, anche di schieramenti diversi rispetto a quelli dei due primi cittadini. Oltre alla consigliera regionale del Gruppo Misto Viviana Beccalossi, la deputata bresciana di Forza Italia Mariastella Gelmini dice che “la strada per la ripresa dell’economia, del turismo e più in generale della vita nei nostri territori dopo l’emergenza Covid 19 è lunga. E non può essere lastricata di barriere ideologiche perché l’interesse dei cittadini ha un volto solo. La candidatura va sostenuta, non solo per il dolore che abbiamo condiviso in questi mesi, ma anche per le straordinarie radici storiche che accomunano le due città. Un’occasione da non sprecare”.

Sostegno anche dal Partito democratico regionale con il capogruppo Fabio Pizzul che sottolinea come “fare delle due città che più hanno sofferto le capitali della cultura sia un gesto doveroso. Tutto il Paese deve stringersi a Bergamo e Brescia. Da lì deve partire la volontà di rinascere di tutti. La cultura è il modo migliore per rinsaldare le relazioni ferite dall’epidemia e per trovare nuovo slancio per il futuro”.

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