Brescia Musei, presentato bilancio di 4 anni

959 mila euro arrivati dai privati come sponsor e Art Bonus e 4 milioni di costi per le mostre. E i visitatori raddoppiati all'interno delle sedi civiche.

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(red.) Venerdì 1 giugno, con il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, la vice e assessore alla Cultura Laura Castelletti e il direttore della Fondazione Luigi Di Corato, è stato presentato il Bilancio di missione 2014-17 della Fondazione Brescia Musei e del sistema museale civico, costituito dal Museo di Santa Giulia, Brixia Parco Archeologico di Brescia romana, dalla Pinacoteca Tosio Martinengo, Castello di Brescia con il Museo delle Armi Luigi Marzoli e dalla sala cinematografica Nuovo Eden. Dal punto di vista dei numeri, si parla di 959 mila euro arrivati grazie alle sponsorizzazioni dei privati e con l’Art Bonus e di costi per le mostre di 4 milioni. La Fondazione Brescia Musei ha vissuto in questi anni un radicale cambiamento di missione – si legge in una nota – che ha comportato un’altrettanto radicale riorganizzazione.

Si è passati da una gestione storicamente fondata su un contratto di servizio, dove il ruolo della Fondazione era di carattere tendenzialmente esecutivo, al consolidamento di un partenariato pieno ed effettivo con il Comune di Brescia. Il primo Bilancio di missione dimostra che in quattro anni non solo si sono raggiunti, insieme all’Amministrazione Comunale, obiettivi epocali come l’apertura di Brixia Parco archeologico di Brescia romana e della Pinacoteca Tosio Martinengo o come un evidente aumento dei livelli di servizio e del numero complessivo di visitatori, ma anche che è stato offerto alla città un palinsesto ricco di numerose e significative attività. Si tratta di azioni spesso poco evidenti, ma molto importanti perché rappresentano la spina dorsale del sistema museale, e che si possono sintetizzare nelle seguenti linee. La gestione sia organizzativa che istituzionale, che ha comportato una semplificazione dei processi interni, un adeguamento normativo e la crescita dei livelli occupazionali e di qualità professionale degli addetti, oltre che lo sviluppo di una cultura aziendale orientata ai risultati e alla trasparenza.

La struttura dei finanziamenti, con la sistematica rendicontazione delle risorse ricevute, che dimostra una preziosa stabilità dei trasferimenti pubblici, incrementati anche grazie alla capacità di ottenere finanziamenti tramite la partecipazione a bandi. Infine, tale rendicontazione evidenzia un’assoluta novità: l’aumento esponenziale dell’apporto e del sostegno, in forme diverse, da parte dei privati. La gestione dei servizi museali, con l’aumento costante dei livelli di qualità dei servizi erogati e l’attivazione di nuove offerte sviluppate grazie all’utilizzo sistematico di procedure di evidenza pubblica. Ciò ha permesso un aumento della partecipazione di soggetti terzi anche tramite nuove formule di partenariato. La manutenzione, la conservazione e il restauro delle collezioni, con un’ottimizzazione delle procedure per il monitoraggio dello stato di conservazione degli oggetti e la conseguente attivazione di un piano di interventi programmati. Inoltre, la relazione dà conto dell’incremento delle collezioni civiche e della ricca produzione editoriale collegata alle ricerche scientifiche promosse e condotte.

La manutenzione delle sedi museali e la messa in opera di nuovi impianti con interventi di varia natura, edili da parte del Comune di Brescia e allestitivi da parte di Fondazione. Tali azioni hanno avuto per obiettivo non solo una migliore conservazione degli edifici monumentali, ma anche l’efficientamento dei costi attraverso l’introduzione di significative innovazioni degli impianti, nonché il miglioramento delle funzioni al pubblico, come nel caso della realizzazione dell’area di accoglienza del Parco Archeologico e del Museo di Santa Giulia. La progettazione e realizzazione di numerose e varie attività educative e formative, rivolte a tutte le tipologie di visitatori e che fanno di Brescia un polo di avanguardia sia a livello nazionale che internazionale, con un pubblico scolastico che supera oramai le 50.000 presenze annue e con l’inclusione di nuovi pubblici, anche attraverso una particolare attenzione alle fasce più deboli. L’organizzazione di mostre temporanee, progettate e prodotte grazie a competenze e processi interni alla Fondazione stessa, sviluppatisi a partire da una nuova capacità di progettazione scientifica. Nella fase realizzativa sono state messe in atto varie forme dicollaborazione con soggetti provenienti dal mercato.

Non minore attenzione è stata posta a sviluppare per ogni evento espositivo un programma di speciali appuntamenti e specifiche attività di comunicazione. La collaborazione sistematica con numerose realtà (enti pubblici e privati, associazioni, fondazioni) culturali e non, a livello internazionale, nazionale e locale, attraverso la stipula di convenzioni e accordi, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere sempre più il patrimonio della città e di garantirne una sempre maggiore fruizione da parte di tutte le tipologie di pubblico. L’attenzione ai temi della contemporaneità, alla creatività, alle industrie della conoscenza e alle nuove tecnologie. Il lavoro svolto ha comportato risultati molto positivi in termini di affluenza dei visitatori, che sono più che raddoppiati dal 2014 al 2017, anno in cui è stata superata la soglia dei 220 mila ingressi, un numero superiore a quello dei cittadini bresciani.

In termini di conservazione del patrimonio, con i restauri realizzati in vista della riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo e di Palazzo Tosio, con l’avvio del progetto dedicato alla Vittoria Alata, con la realizzazione del nuovo Gabinetto Disegni e Stampe. Come incremento degli spazi espositivi, la riapertura della Pinacoteca, del Teatro Romano, della IV Cella, dell’Infopoint e delle nuove aule didattiche in Castello, la messa in opera di un nuovo schermo e un nuovo sistema audio-video per il Cinema Nuovo Eden, che ha arricchito la sua offerta con una arena estiva dislocata in Castello. Come ammodernamento ed efficientamento degli impianti, con l’introduzione della fibra ottica, con la messa in opera a Santa Giulia dei sistemi illuminanti a led in luogo di quelli a incandescenza e con il rinnovo dei sistemi di videosorveglianza, antincendio, antintrusione e climatizzazione. E di potenziamento dello staff che ha visto fra l’altro l’integrazione di cinque nuove professionalità.

Il progetto di gestione è stato impostato sulla centralità del cittadino e sulla valorizzazione del patrimonio collettivo, che deve essere messo a servizio dalla società e del suo sviluppo. Di conseguenza il patrimonio culturale, in precedenza ancillare rispetto agli eventi, è oggi il presupposto di un obiettivo ben più vasto e utile che punta all’accessibilità massima, evitando ogni autoreferenzialità specialistica. Tale metodologia operativa vuole essere anche un modello di riferimento che ponga Brescia tra i maggiori attori del panorama museale nazionale, oggetto nel suo complesso di una profonda ondata di cambiamento e di una nuova stagione di crescita.

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