Desenzano, degrado nel sito Unesco

A Lavagnone, dove si trova una delle aree palafitticole dell'arco alpino considerata patrimonio mondiale dell'umanità, erbacce ed acquitrini la fanno da padrone.

(red.) Solo lunedì il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ha fatto visita a Brescia per l’ufficializzazione dell’ingresso del complesso monumentale di via Musei tra i beni dell’Unesco, un riconoscimento importante ad una delle tappe fondamentali della storia longobarda tra il 568 e il 774 d.C.
Il sito comprende sette complessi monumentali variamente distribuiti sul territorio nazionale ed in particolare il Tempietto longobardo a Cividale del Friuli (Udine), il complesso monastico di San Salvatore – Santa Giulia a Brescia, il castrum di Castelseprio Torba (Varese), il Tempietto del Clitunno a Campello (Perugia), la Basilica di San Salvatore a Spoleto (Perugia), la Chiesa di Santa Sofia a Benevento e il Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (Foggia).
Ma a Desenzano, dove si trova uno dei siti palafitticoli dell’arco alpino, anch’essi considerati patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco (secondo quanto ratificato dalla 35esima sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno 2011,  e secondo l’intesa sottoscritta a fine maggio tra ministero, regioni e comuni interessati)  sebbene nei giorni scorsi sia stato approvato il protocollo d’intesa per la tutela, conservazione, promozione, valorizzazione del sito transnazionale Unesco (che comprende 111 villaggi palafitticoli, di cui 19 italiani compreso quello bresciano), la realtà è ben diversa ed è sotto gli occhi di tutti.
In una parte dell’area dove sono stati rinvenuti i reperti della palafitta del Lavagnone (850 metri quadrati), il comune ha acquistato un lotto per una cifra pari a 8.490 euro.
Lo stato dell’area è però davvero desolante: una recinzione di rete metallica delimita la zona dove è stato rinvenuto il più antico aratro del mondo, la vegetazione cresce spontanea (presente una fitta colonia di ortiche), acqua stagnate ricopre il terreno, in una condizione che mal si abbina con il conferimento dell’importante riconoscimento internazionale.
L’amministrazione comunale desenzanese guidata dal neosindaco Rosa Leso ha già annunciato che verrà trovata una soluzione al degrado dell’area archeologica.

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