Morto il bandito di Seriate che assaltò il Tribunale di Brescia

Giuseppe Di Matteo aveva rapinato l’ufficio corpi di reato nel settembre 2003. Con due complici bresciani portò via droga, gioielli e un mitra: aveva arresti e condanne alle spalle.

Brescia. Aveva fatto irruzione in pieno giorno nel Tribunale di Brescia, armato e con due complici, riuscendo a portare via droga, gioielli e persino un mitra custodito nell’ufficio corpi di reato.
A 23 anni di distanza da quel colpo, è morto Giuseppe Di Matteo, conosciuto come il «bandito di Seriate». L’uomo, 57 anni, è deceduto nei giorni scorsi a Milano, dove da due anni viveva nella comunità San Marco. Aveva ancora circa un mese da scontare prima di tornare libero. La notizia è riportata dal Corriere della Sera.
La rapina al palazzo di giustizia di via Cavour risale al 9 settembre 2003. Di Matteo, insieme a due complici bresciani, entrò negli uffici durante l’orario di lavoro. Il gruppo era armato con due pistole vere e una finta e minacciò tre impiegate prima di impossessarsi di un mitra, di circa nove chili di sostanze stupefacenti e di gioielli per migliaia di euro.
Il bottino comprendeva 3,6 chili di cocaina, 1,6 chili di eroina, 3,6 chili di hashish e circa 400 pasticche di ecstasy, oltre ai preziosi. Un assalto particolarmente clamoroso perché avvenuto all’interno del Tribunale e in pieno giorno.
Per quella rapina Di Matteo era stato condannato nel 2004 a sei anni di carcere. Quello al Tribunale di Brescia, però, rappresentava soltanto uno dei numerosi episodi di una lunga carriera criminale.
Il primo arresto nel Bresciano risaliva infatti al 1999, quando era stato fermato dopo una rapina alla Deutsche Bank di Erbusco. A bloccarlo erano stati due marescialli che si trovavano all’interno dell’istituto di credito preso di mira dal malvivente insieme a un complice.
Nel corso degli anni il nome di Di Matteo era tornato più volte nelle cronache giudiziarie. A renderlo particolarmente riconoscibile era stata anche una fotografia scattata durante una rapina in una banca di via dei Partigiani, a Bergamo: nell’immagine il bandito, con il volto coperto da una mascherina, era ritratto in piedi sul bancone mentre si preparava a farsi consegnare il denaro.
Quello sarebbe stato uno degli ultimi colpi della sua lunga serie di assalti. Nel 2019 aveva infatti messo a segno un’altra rapina, nonostante si trovasse in regime di libertà vigilata e stesse già scontando una condanna per fatti analoghi.
Due anni fa Di Matteo era stato accolto nella comunità San Marco di Milano. È lì che è morto il 30 agosto, colpito da un infarto. Tra circa un mese avrebbe terminato di scontare la condanna e sarebbe tornato in libertà.

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