Protesta ecologista a Moniga del Garda per scongiurare l’abbattimento degli alberi

Al centro della contestazione vi sono i rischi per il futuro di un'area verde situata a ridosso del centro storico, con l’estinzione del piccolo boschetto ombroso utilizzato dai cittadini.

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Moniga del Garda. Una espressione di protesta ha animato il territorio di Moniga del Garda nella giornata dell’11 settembre, riaccendendo i riflettori sul delicato equilibrio tra sviluppo urbanistico e conservazione del patrimonio naturale. Gli ecologisti hanno voluto commemorare quello che definiscono il “sacrificio” delle grandi alberature rimosse nel corso dell’autunno del 2024, un intervento eseguito per fare spazio a una nuova arteria stradale che oggi risulterebbe del tutto superflua per la viabilità del paese.
Il nodo della variante urbanistica
Al centro della contestazione vi è il futuro di un’area verde situata a ridosso del centro storico. Stando a quanto riferito da una nota inviata agli organi di stampa, l’infrastruttura stradale era stata inizialmente concepita per agevolare l’accesso a una stazione di rifornimento di carburante. Tuttavia, in base agli accordi intercorsi, il distributore gestito dalla società Oilsistem verrà rimosso in anticipo rispetto alla naturale scadenza del contratto fissata per il 2032. In contropartita alla delocalizzazione, alla società privata sarebbero stati concessi ampliamenti volumetrici ed edilizi che andrebbero a impattare su una porzione di terreno comunale ancora parzialmente alberata.

Protesta alberi Moniga

Il rischio per l’area verde
Le modifiche al piano d’area comporterebbero, secondo le stime diffuse, il taglio di ulteriori sette piante ad alto fusto. L’intervento edilizio minaccerebbe direttamente la sopravvivenza di quello che la cittadinanza descrive come un piccolo polmone verde all’angolo tra le due piazze principali di Moniga.
“Si attuerebbe l’estinzione del piccolo boschetto ombroso dove sostavano mamme col passeggino e anziani a leggere il giornale“, denunciano gli ambientalisti, evidenziando come lo spazio venga regolarmente impiegato durante la stagione estiva alla stregua di un’arena naturale per gli eventi comunitari. Gli organizzatori hanno voluto accostare simbolicamente la perdita del verde locale alle grandi tragedie storiche avvenute nel mondo l’11 settembre (golpe in Cile e attacco alle torri gemelle), puntando il dito contro le logiche del profitto.

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