Collio, vendevano la residenza a migranti per accelerare le richieste della cittadinanza, indagata anche la sindaca

Oltre alla prima cittadina, 9 persone nel mirino della Procura, fra cui anche la responsabile dell’Ufficio anagrafe del comune di Orzivecchi, dove si sarebbe messo in pratica la stessa strategia.

Collio. Scandalo nel paesino della Valtrompia, un’inchiesta della Procura di Brescia ha fatto emergere un giro di false attestazioni di residenza, utilizzate da numerosi cittadini brasiliani di discendenza italiana, per ottenere la cittadinanza.
Stando a quanto dichiarato dai pubblici ministeri, la vendita delle finte residenze andrebbe avanti dal 2015, e fra le dieci persone indagate compare anche Mirella Zanini, sindaca di Collio.
La prima cittadina è accusata di corruzione, falsificazione di atti pubblici e violazione sulle normative dei flussi migratori in Italia, la donna si è dimessa nel frattempo dalla carica di assessora della comunità montana della Valle Trompia.
“Ho ricevuto l’informazione di garanzia e ho piena fiducia nella magistratura. Non mi riconosco nelle contestazioni che mi vengono mosse e sono certa di poter chiarire la mia posizione e dimostrare la correttezza del mio operato. Per rispetto dell’indagine e del mio diritto di difesa, non entrerò nel merito delle singole contestazioni. Affronterò questa vicenda con serenità e piena fiducia nella giustizia”, ha commentato Zanini.
Oltre alla sindaca di Collio risultano iscritti nel registro degli indagati anche la responsabile dell’ufficio anagrafe del comune, un’altra dipendente dello stesso ufficio e la responsabile dell’Ufficio anagrafe del comune di Orzivecchi, dove sarebbe andato in scena lo stesso presunto giro di falsi documenti per far ottenere la cittadinanza italiana.

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