Manerba, dopo 28 anni si ferma il presepe meccanico di Solarolo

Il grande allestimento da 320 metri quadrati non sarà realizzato a Natale: troppo oneroso l’impegno per i volontari. Ora si cerca qualcuno disposto a raccogliere il testimone.

Manerba del Garda. Dopo quasi trent’anni di attività, il grande presepe meccanico di Manerba si ferma. A Natale, nella chiesa di San Giovanni Battista Decollato a Solarolo, le luci resteranno spente e i personaggi che per anni hanno animato scene di vita contadina, antichi mestieri e momenti della tradizione bresciana non torneranno in movimento.
La decisione è stata presa dagli Amici di San Bernardo alla vigilia della 28esima edizione. Una scelta difficile, maturata soprattutto di fronte all’impegno sempre maggiore richiesto per realizzare un allestimento che, negli anni, è arrivato a occupare circa 320 metri quadrati.
A rendere complicata la prosecuzione sono soprattutto la necessità di trovare nuovi volontari, le numerose ore di lavoro e le risorse necessarie per montare, mantenere e successivamente smontare l’intera struttura. Complessivamente, l’attività impegna il gruppo per almeno sei mesi ogni anno. Un carico diventato ormai troppo pesante per gli Amici di San Bernardo, guidati da Vittorio Turina.
Eppure, la storia del presepe è lunga e ricca di trasformazioni. Tutto era iniziato nel 1997 con un «Piccolo Presepe Meccanico» di appena 12 metri quadrati, allestito in una sala di piazza Aldo Moro grazie a un gruppo di volontari e al sostegno dell’allora parroco don Paolo.
Edizione dopo edizione, il progetto è cresciuto: nuovi personaggi, ambientazioni sempre più articolate, meccanismi e soluzioni tecniche hanno trasformato quel piccolo allestimento in una delle attrazioni natalizie più conosciute del territorio gardesano. Il trasferimento nella chiesa di Solarolo ha accompagnato un ulteriore salto di dimensioni e popolarità, fino ad attirare visitatori da tutto il Nord Italia.
Nelle ultime edizioni si era arrivati a superare le 30mila presenze. Al centro, naturalmente, la Natività, inserita però in un intero mondo in movimento: contadini al lavoro, artigiani impegnati nei loro mestieri, scorci della quotidianità di un tempo, luci, suoni e voci, compresi i richiami alla tradizione dialettale bresciana.
Un lavoro nel quale gli Amici di San Bernardo hanno cercato ogni anno di mantenere fede al loro principio: rimanere ancorati alla tradizione senza rinunciare all’innovazione. E che ha avuto anche una importante dimensione solidale. Le donazioni raccolte dai visitatori nel corso degli anni sono state infatti destinate a progetti e iniziative benefiche.
La sospensione del presepe, però, non significa la fine dell’impegno degli Amici di San Bernardo. Il gruppo continuerà la propria attività, mentre per il grande allestimento si apre ora una nuova possibilità.
Materiali, personaggi e meccanismi potrebbero infatti essere messi a disposizione di associazioni o gruppi interessati a raccogliere il testimone. Il presepe di Solarolo, dopo quasi tre decenni e migliaia di visitatori, cerca dunque qualcuno disposto a rimetterlo in movimento.

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