Carceri, sovraffollamento record a Brescia: 508 detenuti nei due istituti

Brescia. Non solo numeri, ma numeri che raccontano le condizioni di vita all’interno delle carceri bresciane.
È questo il bilancio della visita effettuata il 31 agosto al Nerio Fischione di Brescia da una cinquantina di avvocati della Camera penale di Brescia, insieme ai rappresentanti dell’Osservatorio dell’Unione delle Camere penali italiane. A loro si sono aggiunti anche esponenti dell’Ordine degli avvocati, in un’iniziativa che ha rappresentato un’inedita partecipazione dell’organismo forense.
La visita rientra nell’iniziativa che ogni agosto porta gli avvocati penalisti negli istituti penitenziari italiani per verificare direttamente le condizioni in cui vivono i detenuti. Un’attenzione particolarmente significativa dopo un’estate segnata da condizioni difficili e dal persistente problema del sovraffollamento.

carcere foto generica

Gli avvocati hanno effettuato la visita al Nerio Fischione suddivisi in tre gruppi, raccogliendo dati che restituiscono un quadro particolarmente critico.
Nel carcere di Canton Mombello sono presenti 384 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti.
A Verziano, dove dovrebbero iniziare a breve i lavori per l’amplimento della struttura, la situazione non è molto diversa: i detenuti sono 124, mentre i posti previsti sono 70. Complessivamente, quindi, nei due istituti penitenziari bresciani sono presenti 508 persone a fronte di 252 posti regolamentari.
A questo si aggiungono altri elementi che incidono sulle condizioni di detenzione. Il 55% dei detenuti è di nazionalità straniera e circa il 70% presenta problemi legati alla tossicodipendenza.

carcere prigione cella Canton Mombello Nerio Fischione

Anche sul fronte del personale emergono diverse criticità. Al Nerio Fischione sono in servizio 218 agenti di polizia penitenziaria rispetto ai 227 previsti, mentre a Verziano gli agenti sono 72 a fronte di un organico previsto di 95 unità.
Particolarmente significativa è inoltre l’assenza di mediatori culturali di ruolo. Per entrambi gli istituti risultano invece in servizio quattro educatori e quattro psicologi, figure chiamate a seguire percorsi fondamentali per il sostegno e il reinserimento delle persone detenute.
Il quadro emerso dalla visita conferma quindi quanto il tema del sovraffollamento carcerario non possa essere affrontato soltanto attraverso i numeri delle presenze, ma debba necessariamente considerare anche le risorse disponibili, il personale e gli strumenti destinati alla rieducazione.
L’attenzione sul sistema penitenziario proseguirà nelle prossime settimane con un appuntamento organizzato dalla Camera penale della Lombardia Orientale Giuseppe Frigo, dedicato al tema della detenzione in condizioni incompatibili con il principio di umanità della pena.
L’incontro, in programma il 17 settembre, sarà dedicato alla questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di sorveglianza di Firenze in relazione alla mancata previsione del rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena quando la detenzione debba avvenire in condizioni contrarie al senso di umanità.
Al centro del confronto ci sarà quindi anche il rapporto tra condizioni concrete della detenzione, tutela dei diritti fondamentali e principi costituzionali, in attesa di una decisione destinata ad avere un rilievo importante sul sistema penitenziario italiano.

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