Bracconaggio sulle Prealpi, sei denunciati: sequestrati 93 uccelli morti
Operazione dei carabinieri forestali durante la migrazione autunnale. Recuperate oltre 300 trappole, 23 reti e sette richiami acustici vietati. Trentuno gli esemplari trovati vivi e liberati.
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Brescia. Trappole, reti, richiami acustici vietati e decine di uccelli abbattuti. È il bilancio dell’operazione Balia Nera 2026, condotta dai carabinieri forestali contro il bracconaggio lungo le Prealpi lombardo-venete, in una fase particolarmente delicata per la fauna selvatica, coincidente con la migrazione post-riproduttiva dei piccoli uccelli.
Al termine dei controlli sono sei le persone denunciate. Le contestazioni, a vario titolo, comprendono il furto aggravato di fauna selvatica, l’uccellagione, la caccia durante il periodo di divieto generale, il maltrattamento di animali, l’utilizzo di mezzi vietati per l’attività venatoria e il porto abusivo di armi. Le responsabilità dei singoli indagati dovranno comunque essere accertate nell’ambito dei procedimenti.
Particolarmente consistente il materiale sequestrato nel corso dell’operazione. I militari hanno recuperato 93 balie nere morte, oltre a tre codirossi, tre luì grossi e un picchio muratore.
Sono state inoltre sequestrate oltre 300 trappole del tipo “Sep”, 23 trappole denominate “prodine”, 23 reti e sette richiami acustici vietati, alcuni dei quali a funzionamento elettromagnetico. Nell’ambito degli interventi sono state sequestrate anche 69 munizioni.
Non tutti gli animali sono stati però trovati morti. I carabinieri hanno recuperato 31 uccelli ancora vivi. Dopo averne verificato le condizioni di salute e accertato l’assenza di anelli identificativi, gli esemplari sono stati liberati.
Tra le specie maggiormente interessate dall’attività di vigilanza c’è stata la balia nera, piccolo uccello migratore che in autunno lascia le aree europee per raggiungere l’Africa, affrontando un viaggio di oltre 1.500 chilometri.
La migrazione rappresenta una fase particolarmente delicata per questi animali e proprio per questo i controlli si sono concentrati nelle aree utilizzate dagli uccelli durante il passaggio.
L’età media delle sei persone denunciate è di circa 40 anni. Un dato che evidenzia come il fenomeno del bracconaggio non sia legato esclusivamente a fasce anagrafiche più anziane e che, secondo l’Arma, rende necessario affiancare all’attività repressiva anche iniziative di informazione e sensibilizzazione.
L’operazione è stata coordinata dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei carabinieri, attraverso il Reparto operativo-Soarda del Raggruppamento carabinieri Cites, con il supporto del Gruppo carabinieri forestali di Brescia e dei reparti territoriali.
Alle attività di controllo e al monitoraggio dei flussi migratori hanno inoltre collaborato volontari di Cabs, Lipu, Lac, Legambiente e Wwf, contribuendo all’individuazione delle aree maggiormente interessate dal passaggio dell’avifauna e alla segnalazione delle attività illecite.








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