Cedegolo, fari da stadio al rifugio Baita Adamè: rimossi dopo la segnalazione
L’impianto era stato installato in due siti della Rete Natura 2000. Secondo il Comune non risultano agli atti progetto, conformità e autorizzazione.
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Cedegolo. Proiettori utilizzati per illuminare stadi e arene sportive erano stati installati sulla facciata del Rifugio Baita Adamè, in Valle Adamè, in un’area compresa in due siti della Rete Natura 2000, in territorio comunale di Cedegolo (Brescia).
L’impianto è stato rimosso a luglio, dopo una segnalazione presentata da CieloBuio OdV, associazione impegnata nella tutela del cielo notturno.
La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo la risposta fornita il 28 agosto dal Comune di Saviore dell’Adamello a una richiesta di accesso alle informazioni ambientali presentata dall’associazione.
Dalla documentazione comunale, secondo quanto riferito da CieloBuio, non risultano acquisiti il progetto illuminotecnico, i dati fotometrici, le dichiarazioni di conformità dell’impianto e l’autorizzazione sindacale previsti dalla normativa regionale lombarda.
A finire sotto osservazione sono stati apparecchi modello Alia Sport, prodotti da Lumeitalia e classificati dal costruttore come sistemi modulari destinati all’illuminazione di stadi, arene e impianti sportivi professionali. Secondo le stime fornite da CieloBuio, l’impianto installato alla Baita Adamè poteva raggiungere un’intensità luminosa complessiva nell’ordine di dieci volte quella indicata come riferimento per l’illuminazione di un’autostrada, arrivando a valori paragonabili a quelli necessari per un campo sportivo di medie dimensioni.
A destare particolare preoccupazione è stato anche il modo in cui i proiettori erano orientati. Gli apparecchi, fissati alla parete a pochi metri da terra, risultavano disposti in verticale, con il fascio luminoso rivolto verso l’orizzonte anziché verso il basso. Secondo CieloBuio, una configurazione di questo tipo avrebbe disperso verso il cielo una parte consistente della luce emessa, in contrasto con i criteri previsti dalla normativa regionale sull’inquinamento luminoso.
Il rifugio si trova infatti all’interno di due aree tutelate della Rete Natura 2000: la Zona Speciale di Conservazione IT2070007 “Vallone del Forcel Rosso” e la Zona di Protezione Speciale IT2070401 “Parco Naturale dell’Adamello”. Si tratta di un ambiente alpino caratterizzato da condizioni di buio naturale particolarmente favorevoli.
Per CieloBuio, l’impatto dell’illuminazione artificiale in un contesto simile non riguarda soltanto la qualità del cielo notturno, ma può interessare anche la fauna, gli insetti e gli equilibri degli ecosistemi.
La segnalazione dell’associazione risale al 29 giugno. Il 10 luglio il Comune aveva avviato il procedimento amministrativo. Pochi giorni dopo, il 15 luglio, il Gruppo Volontari Baita Adamè ODV, che gestisce la struttura su aree di proprietà del Comune di Cedegolo, aveva comunicato la rimozione dei proiettori, spiegando che erano stati installati esclusivamente a titolo sperimentale per valutare possibili soluzioni legate alla sicurezza e, in particolare, all’eventuale atterraggio notturno di un elicottero in emergenza.
Il 17 luglio il Comune aveva quindi chiuso il procedimento, prendendo atto del venir meno della situazione segnalata. Dalla documentazione esaminata da CieloBuio non risulterebbe tuttavia un sopralluogo sul posto: l’istruttoria sarebbe stata condotta sulla base della documentazione trasmessa dal gestore.
Il 20 agosto l’associazione aveva chiesto un nuovo riscontro all’amministrazione, accompagnando la richiesta con un’istanza di accesso alle informazioni ambientali.
La risposta arrivata il 28 agosto ha confermato che, per quanto risulta agli atti del Comune, non erano stati acquisiti il progetto illuminotecnico, i dati fotometrici, le dichiarazioni di conformità e l’autorizzazione sindacale. L’amministrazione ha inoltre comunicato che non risultano adottati verbali di contestazione, ordinanze o provvedimenti sanzionatori.
Per CieloBuio, la rimozione dei fari rappresenta il risultato principale della segnalazione. L’associazione sottolinea però la necessità di distinguere l’eventuale esigenza di illuminare un’area destinata all’elisoccorso dalle modalità tecniche utilizzate. Secondo il referente regionale lombardo Tobia Invernizzi Martini, esistono soluzioni specifiche per l’illuminazione temporanea di piazzole destinate all’elisoccorso notturno, con apparecchi schermati, attivazione a comando, flussi luminosi contenuti e orientamento verso il basso.
L’obiettivo, ha sottolinea l’associazione, sarebbe quindi quello di garantire le esigenze di sicurezza senza compromettere il buio naturale di un’area di particolare pregio ambientale.








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