Assegno unico, a Brescia oltre 38 milioni al mese per le famiglie

In provincia 132mila nuclei ricevono il sostegno per oltre 215mila figli. Nel 2026 l’importo medio sale a 177 euro, ma i beneficiari sono in calo.

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Brescia. Oltre 38 milioni di euro ogni mese destinati alle famiglie con figli. È quanto vale nel Bresciano l’Assegno unico e universale, la misura introdotta nel 2022 per sostenere i nuclei con figli a carico.
Nei primi sei mesi del 2026 il totale sfiora così i 229 milioni di euro, mentre i nuclei che hanno ricevuto almeno una mensilità sono stati 132.059, per complessivi 215.235 figli: in media 1,6 figli per famiglia.
Sono i numeri dell’Osservatorio Inps, che consentono di fotografare l’evoluzione della misura in provincia di Brescia e, allo stesso tempo, di leggere alcuni dei cambiamenti demografici in corso.
Perché se da una parte cresce l’importo medio dell’assegno, dall’altra diminuiscono le famiglie e soprattutto il numero complessivo dei figli che ne beneficiano.
Nel 2022, anno di esordio dell’Assegno unico, i nuclei bresciani beneficiari erano quasi 127mila, con poco più di 211mila figli, per una spesa mensile di circa 31,7 milioni di euro. Nel 2023 le famiglie sono salite a quasi 135mila e nel 2024 hanno raggiunto quota 137.700, con oltre 222mila e 226mila figli rispettivamente.
Poi è iniziata la discesa. Nel 2025 i nuclei beneficiari sono scesi a circa 137mila, con 224.370 figli, mentre nel 2026 il dato è calato ulteriormente a 132.059 famiglie e 215.235 figli. Anche la spesa mensile, dopo aver superato i 39 milioni di euro nel biennio 2024-2025, si è attestata quest’anno intorno ai 38 milioni.
A crescere è invece l’importo medio: dai circa 150 euro mensili del 2022 si è arrivati ai 177 euro del 2026. Una cifra che comprende anche le maggiorazioni previste dalla normativa e che varia in funzione dell’Isee. Per i nuclei nella fascia di reddito più bassa l’importo può arrivare fino a 203,8 euro al mese per figlio, mentre per chi supera la soglia Isee massima è previsto l’importo minimo di 58,30 euro.
L’Assegno unico spetta a tutte le categorie di lavoratori, oltre che a pensionati e disoccupati, e viene riconosciuto per i figli a carico. Per i maggiorenni può essere erogato fino ai 21 anni in presenza di determinate condizioni, mentre per i figli con disabilità non esiste un limite di età.
Brescia si conferma seconda provincia lombarda per dimensione della misura, alle spalle di Milano. Nel capoluogo regionale i nuclei beneficiari nel 2026 sono 323.601, con 512.482 figli e una spesa mensile superiore agli 81 milioni di euro. Brescia segue con 132.059 famiglie e oltre 215mila figli. Per importo medio, invece, la provincia è a quota 177 euro, un euro in meno rispetto a Cremona, Lodi, Mantova e Pavia.
Il calo dei beneficiari registrato negli ultimi due anni si inserisce in un quadro demografico sempre più evidente. Secondo l’Inps, la diminuzione è legata anche all’uscita dalla misura dei ragazzi tra i 18 e i 21 anni che raggiungono il limite previsto e che non vengono compensati da un numero sufficiente di nuovi nati. Un effetto diretto del calo delle nascite che si riflette anche nei numeri dell’Assegno unico.
A livello nazionale, nel 2026 sono stati 6.095.716 i nuclei familiari che hanno ricevuto almeno una mensilità, per 9.613.178 figli. L’importo medio per figlio a giugno è stato di 176 euro, con una spesa complessiva di 1,69 miliardi di euro per il solo mese.

 

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