Erbusco, Maxi Dolphin, il fuoco divora tre yacht: danni per milioni

Il rogo ha distrutto un capannone del cantiere e tre imbarcazioni di lusso, senza provocare feriti. L'azienda non si arrende: produzione pronta a ripartire già dalla prossima settimana in una nuova sede.

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Erbusco. Un’intera parte del cantiere distrutta, tre yacht di lusso andati in fumo e danni per milioni di euro.
È il pesante bilancio dell’incendio che nella tarda serata di lunedì 24 agosto ha devastato la sede della Maxi Dolphin a Erbusco, nella zona artigianale di Villa Pedergnano.
L’allarme è scattato attorno alle 22, nello stabilimento di via Gandhi. Le fiamme, alimentate dai materiali utilizzati nella lavorazione della vetroresina e dei compositi, si sono rapidamente propagate all’interno del capannone, raggiungendo un’altezza di oltre dieci metri e producendo una densa colonna di fumo visibile a chilometri di distanza.
Sul posto sono intervenute circa venti squadre dei vigili del fuoco, con oltre cinquanta uomini e tredici mezzi provenienti anche dai comandi di Bergamo e Mantova. Le operazioni sono proseguite per tutta la notte e hanno consentito di circoscrivere l’incendio al capannone interessato, evitando che le fiamme raggiungessero gli edifici vicini.
Fortunatamente, non si registrano feriti: al momento del rogo lo stabilimento era vuoto e i dipendenti avevano terminato il turno.
Il bilancio dei danni è però pesantissimo. Il capannone, oltre 2.700 metri quadrati, è andato completamente distrutto insieme alle attrezzature utilizzate per la produzione degli scafi.
Le fiamme hanno inoltre distrutto tre imbarcazioni di pregio: un MD80, ormai prossimo alla consegna e destinato a partire per Marina di Ravenna a fine settembre, un MD75 e un MD51 Power.
Si tratta di yacht caratterizzati dall’impiego di materiali compositi e fibra di carbonio e da soluzioni tecnologiche e progettuali di alto livello. Il loro valore complessivo, secondo le stime di mercato, raggiunge diversi milioni di euro.
Distrutta anche la falegnameria specializzata Ma-Ga, che realizzava gli arredi per il cantiere.

rogo Maxi Dolphin Erbusco

Dopo lo spegnimento del rogo sono proseguite le operazioni di smassamento, bonifica e messa in sicurezza dell’area. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di Arpa Lombardia, chiamati a verificare eventuali conseguenze ambientali legate alla combustione dei materiali presenti nello stabilimento.
Al momento non sono emerse particolari criticità sul fronte della qualità dell’aria. Restano invece da chiarire le cause dell’incendio, sulle quali sono in corso gli accertamenti.
Nonostante la devastazione, la Maxi Dolphin ha già annunciato l’intenzione di riprendere rapidamente l’attività.
L’azienda ha individuato un capannone alternativo, più piccolo, dove poter ripartire con i 12 dipendenti e gli artigiani già dalla prossima settimana. Parallelamente verrà cercata una struttura più ampia che consenta di tornare alla produzione degli scafi più grandi, fino a 24 metri.
Fondata nel 1987 dall’imprenditore e velista Vittorio Moretti, Maxi Dolphin è una realtà storica della nautica bresciana, specializzata nella costruzione di imbarcazioni a vela e a motore di alta gamma. Tra gli interventi più prestigiosi realizzati dal cantiere figura anche il restauro conservativo di Azzurra, il 12 Metri S.I. che nel 1983 portò per la prima volta i colori italiani all’America’s Cup.

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